Inceneritore, occhio ai rischi

di Gerardo Mazziotti

 

Prima di essere ghigliottinato da Robespierre perché sospettato di presunte attività antirivoluzionarie il grande fisico Antoine Laurent Lavoisier ebbe il tempo di enunciare il principio secondo cui “nulla si crea e nulla si distrugge”. Ed è su questo principio che un gruppo di personalità della scienza, della cultura e della politica (Percy Allum, Vito Amendolara, Yossi Bar, Remo Bodei, Giuseppe Comella, Patrizia Gentilini, Gerardo Marotta, Fulco Pratesi, Raffaele Raimondi, Franca Rame, Tommaso Sodano, Nicola Tranfaglia, Alex Zanotelli e altri) hanno lanciato il 21 febbraio 2007 nella sede romana della stampa estera “l’Allarme sanitario e ambientale nella regione Campania”. Nel lungo documento si legge, tra l’altro, “Gli inceneritori producono rifiuti solidi sotto forma di ceneri, classificabili in base alla loro densità in ceneri pesanti e leggere, altamente pericolose per la salute delle popolazioni (…) L’uso degli inceneritori è un vero e proprio disastro economico e ambientale (…) occorre un nuovo piano dei rifiuti incentrato sulla raccolta differenziata porta-a-porta e, successivamente, sul riutilizzo, il riciclaggio e il recupero del materiale raccolto, prevedendo come fase finale lo smaltimento mediante tecniche a freddo, quale la biossidazione”. È stato dimostrato con studi e indagini epidemiologiche l’enorme aumento di malattie cancerogene, respiratorie e cardiovascolari causate dagli impianti di incenerimento dei rifiuti. E l’aumento di malattie che incidono negativamente sulla crescita dei bambini. Perché, in base al principio di Lavoisier, non si può impedire che almeno 60mila milligrammi di polveri sottili (ma forse anche più) vengano immesse ogni ora nell’aria che respiriamo dai camini degli inceneritori. Compreso questo di Acerra. E non si tratta certo di vitamine. Si è perciò formato in Italia, in Europa e in America un vasto fronte che si contrappone a quello, molto più vasto, dei favorevoli alla realizzazione degli inceneritori, chiamati eufemisticamente “termovalorizzatori” per esaltarne gli aspetti positivi (la capacità di produrre calore ed energia elettrica) e per esorcizzare gli effetti negativi (polveri sottili e nanoparticelle cancerogene emesse nell’aria e produzione di scorie pericolose da interrare in apposite discariche). E, al momento, prevale il fronte dei favorevoli. Tant’é che giovedì scorso il termovalorizzatore di Acerra, iniziato nel 2004, è stato inaugurato dal presidente del Consiglio, alla presenza di ministri, prefetti, questori, parlamentari, governatori e sindaci. E il sottosegretario Guido Bertolaso, con una lunga lettera pubblicata su tutti i quotidiani cittadini, ha voluto assicurare i “cari cittadini di Napoli, di Acerra e di San Felice a Cancello” che “si tratta di un impianto industriale sicuro, efficiente, che produce energia bruciando in modo controllato gli stessi rifiuti che fino a pochi mesi alimentavano roghi all’aperto in tutta la Campania, costruito tenendo conto soprattutto delle garanzie che ci siamo impegnati a darvi per la vostra salute”. A questo punto, non possiamo fare altro che avere fiducia. Però invitiamo il governo a riflettere seriamente sull’allarme sanitario del 21 febbraio 2007. A Milano, che non ha e non pensa di costruire un inceneritore nella cinta urbana, stanno programmando per l’Expo 2015 la riscoperta dei navigli per rendere navigabile buona parte della città. A Napoli, invece, Bassolino e la Iervolino hanno deciso di piazzarne uno a Ponticelli, dimenticando che la Variante per l’Area Orientale prometteva di trasformarla in una “piccola Amsterdam” grazie alla riscoperta del Sebèto e alla creazione di una rete di canali navigabili. Non sarebbe il caso di mantenere questa promessa anziché peggiorare la condizione abitativa di quella zona con l’inserimento di un inceneritore? Poi si arrabbiano quando Tremonti dice che da Capitale Napoli è diventata una Prefettura.

(Dal quotidiano Roma del 02/04/2009 )   

Inceneritore, occhio ai rischiultima modifica: 2009-04-07T13:18:23+02:00da insorgenza
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