IL SUO NOME E’ MAMMA ROSA

Criticare e lamentarsi non basta più:
per chi ama prima la sua città
e poi la propria dignità
è arrivato il momento di “insorgere”

Napoli. Prime pesanti crepe nel regime partenopeo. Nella notte, infatti, sono state emesse tredici ordinanze di custodia cautelare dal gip del tribunale di Napoli relativamente all’inchiesta sul global service, affidata al procuratore Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto e Franco Roberti e dai pm Raffaello Falcone, Enzo D’Onofrio, Pierpaolo Filippelli.
Attualmente agli arresti domiciliari sono finiti Paola Grattani, collaboratrice dell’imprenditore e titolare della Romeo Service Alfredo Romeo, l’unico tratto in carcere, Guido Russo, ex funzionario dell’Arpa di fatto collaboratore di Romeo; l’ex assessore comunale all’istruzione ed ex parlamentare Giuseppe Gambale; l’ex assessore al bilancio del comune Enrico Cardillo; gli assessori comunali in carica Ferdinando Di Mezza (sue le deleghe al patrimonio e alla manutenzione degli immobili) e Felice Laudadio (edilizia); l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone; il colonnello della guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco.
Destinatari di ordinanze sono inoltre Vincenzo Salzano e Luigi Piscitelli.
L’inchiesta coinvolge anche i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd): nei loro confronti il gip ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione all’uso di intercettazioni che li coinvolgono.

Ma tanto non basta al sindaco Rosa Iervolino Russo per cominciare a prendere atto della situazione. Come una buona madre di famiglia, infatti continua a “proteggere” i suoi figli, lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Quale? Quello della dignità, quello del rispetto verso i cittadini, quello della morale…fate voi. L’unica certezza è la conferma che la “questione morale” sta entro ognuno di noi e non in questa o quella parte politica. E adesso restiamo in attesa: sarà il crollo degli dei o l’ennesima sceneggiata con il finale a tarallucci e vino? Lo vedremo.
Intanto, stamattina Partenope si è svegliata pigra e grigia in un clima plumbeo che sembra fare il giusto accoppiamento con il momento moralmente più basso della sua storia. Criticare e lamentarsi non basta più, per chi ama prima la sua città e poi la propria dignità è il momento d’insorgere.

Gino Giammarino

IL SUO NOME E’ MAMMA ROSAultima modifica: 2008-12-24T11:10:52+01:00da insorgenza
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