La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano!

Oggi 13 ottobre 2008 è stata eseguita la visita tecnica, richiesta dal sindaco di Marano al Sottosegretario Bertolaso, per verificare i lavori in corso per trasformare la Cava del Poligono di Chiaiano in discarica urbana nell’ambito di un parco regionale. Il sopralluogo è stato guidato dai militari dell’Esercito Italiano che ci hanno vietato di eseguire fotografie nella cava dove di militare non c’è assolutamente niente (tranne gli accompagnatori che ci hanno scrupolosamente scortato con le armi imbracciate, in base ai severi ordini loro impartiti. Benché l’ambiente commissariale sapesse che la visita si sarebbe svolta questa mattina, non abbiamo trovato nessun tecnico con cui dialogare; non era presente nemmeno il responsabile civile del cantiere e alcuni operai non lavoravano in condizioni di sicurezza come previsto dalle vigenti leggi, nonostante l’autorevole richiamo fatto recentemente dal Presidente della Repubblica. Le considerazioni principali scaturite dal sopralluogo sono le seguenti:

1-                  l’alveo-strada Cupa del Cane che scorre al di sopra della cava a fossa e che determina una situazione di rischio di inondazione del sottostante piazzale di lavoro, come evidenziato dalla competente Autorità di Bacino, non è ancora stato oggetto di messa in sicurezza idrogeologica. In caso di evento piovoso significativo la cava può essere invasa rovinosamente dalle acque e detriti con portate stimate di oltre 10.000 litri/secondo. La sistemazione idrogeologica deve essere propedeutica ai lavori nel piazzale di cava. La strada in gran parte alveo-strada è stata ricoperta di pietrisco senza adeguate sistemazioni idrauliche per cui le piogge intense provocheranno erosione e trasporto di terreno e detriti fino nell’abitato di Marano a valle.

2-                   Gli autoveicoli pesanti percorrono il tratto di alveo-strada ubicato alla sommità di una parete di tufo giallo, alta oltre 20 metri, molto fratturato e incombente sulla cava. Tale parete, larga 10-15 metri circa, fa da muro di contenimento a circa 20 m di terreno eterogeneo accumulato in passato per riempire la cava presente a sinistra (scendendo) dell’alveo strada. Lo scrivente ha segnalato ai militari la pericolosità della situazione e il rischio corso da civili e militari che transitano lungo l’alveo-strada instabile.

3-                   Il piazzale di cava non è stato ancora bonificato; è stato accumulato e ricoperto con teloni il terreno che divideva le piazzole di tiro. Il substrato del piazzale dove sono stati prelevati i campioni risultati inquinati non è ancora stato ripulito mediante l’asportazione dello strato di terreno che deve essere bonificato.

4-                   Alcuni lavoratori stavano sistemando le reti, rinforzate da cavi d’acciaio a maglie, chiodate nel tufo delle pareti della cava. Le reti erano state messe al di sopra del tufo delle pareti sud ed est fino a ricoprire per alcuni metri anche i sovrastanti sedimenti piroclastici sciolti. Qualche blocco di tufo pericolante è stato disgaggiato. Lo scrivente ha fatto notare ai militari che nella parte alta della parete sud si erano verificate alcune piccole colate di fango innescatesi al di sopra delle reti, vale a dire nella parte sommitale del versante. Le piccole frane si sono distaccate proprio come è stato segnalato ripetutamente dai tecnici di Marano durante gli incontri tenutisi presso il Commissariato tra giugno e luglio. Permane quindi il rischio per le persone che transitano o operano alla base delle pareti di essere investiti da masse di fango (il peso si aggira tra 2000 e 2500 kg per metro cubo) distaccatesi 70 metri più in alto. Si è colta l’occasione per illustrare ai militari il pericolo di crollo di enormi masse di tufo fratturato in relazione alla spinta fatturazione dell’ammasso roccioso. In particolare è stato evidenziato il grave errore commesso dall’ARPAC e dai progettisti nel non comprendere l’instabilità della parete sud dove il tufo è interessato da una serie di fratture che immergono verso valle con inclinazione di circa 80 gradi predisponendo il distacco improvviso e rovinoso di enormi quantità di roccia come accaduto nel 1999 in una cava vicina (circa 6000 metri cubi).

5-                   Le strade (alvei strada) per entrare e uscire dalla Cava del Poligono non sono state modificate per cui gli autoveicoli pesanti non sono in grado di transitare in sicurezza.

Il sopralluogo ha evidenziato: a- un cantiere senza sicurezza per i lavoratori e i militari che frequentano la cava del Poligono; b- un cantiere nel quale si stanno eseguendo lavori di “messa in sicurezza“ delle pareti di cava assolutamente inadeguati, basati su dati geostrutturali sbagliati e non protetto dal pericoli di inondazione; c- una strada di accesso al cantiere (il tratto di alveo-strada di Cupa del Cane incombente sulla cava) che è ubicata su una parete di tufo fratturato instabile. I dati emersi evidenziano che l’Esercito Italiano è stato coinvolto in una operazione non trasparente: in base agli ordini ricevuti i militari sono stati costretti a scortarci armati, pur sapendo che eravamo rappresentanti istituzionali del Comune di Marano e non malavitosi, anche mentre illustravamo loro i pericoli ambientali ai quali erano incoscientemente esposti, connessi all’instabilità delle pareti della cava. Pericoli non compresi dai progettisti. Con amarezza si evidenzia che l’Esercito Italiano è usato per “fare la guardia” affinché non venga disturbato chi opera realizzando interventi inadeguati e per di più in situazioni che non garantiscono la sicurezza a chi lavora e a chi frequenta la cava. L’Esercito non può essere usato spregiudicatamente in operazioni che non hanno niente da fare con le attività militari come la sorveglianza ad un cantiere civile dove sono in corso lavori che, per errori professionali dei progettisti, mettono a rischio la sicurezza delle persone compresi i militari.

Prof. Franco Ortolani

Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II                                                               13 ottobre 2008

La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano!ultima modifica: 2008-11-10T10:27:00+01:00da insorgenza
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5 pensieri su “La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano!

  1. Ho ricevuto questa “Comunicazione ufficiale”, a firma del Vice-Presidente nazionale dei CDS-Comitati Due Sicilie,che annuncia che …
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    “Cari compatrioti,
    Sono lieto di informarvi che la spedizione dei CDS a Roma, ha avuto gli esiti sperati.
    Il nostro segretario Fiore Marro, che a nome di tutti i Comitati delle Due Sicilie, dagli Abruzzi alla Sicilia e di quelli all’estero, si è presentato presso la sede nazionale MPA, è riuscito ad ottenere un ricco bottino e degli ottimi accordi per sviluppi futuri.
    In particolare Fiore Marro è stato nominato capo-gruppo del costituendo gruppo misto composto da diversi deputati meridionali che si chiamerà “Comitato delle Due Sicilie Montecitorio” sotto il patrocinio MPA.
    I Comitati Due Sicilie avranno una loro sede permanente a Montecitorio e monitoreranno tutte le proposte e le leggi che riguardano il Sud.
    Il nostro sodalizio è stato peraltro invitato ufficialmente a partecipare come relatori al 1° Congresso Nazionale del MPA che si terrà a Roma il 12,13 e 14 dicembre prossimo.
    Tra gli accordi messi in cantiere, una sede nazionale offerta dal MPA PROVINCIALE DI CASERTA, che utilizzeremo come sede nazionale, inoltre un esponente dei CDS sarà presente in tutti gli esecutivi MPA delle regioni d’Italia, in altre parole dove sarà presente un Comitato Locale: per queste ultime due proposte ci è stato richiesto di sviluppare ulteriormente il nostro movimento fino al numero di almeno 1000 iscritti.
    Nella prossima tornata elettorale della Regione Abruzzo, un esponente dei CDS, il dott. Cristiano Vignali sarà candidato nella lista dell’Mpa abruzzese come primo banco sinergico tra il nostro sodalizio ed il Movimento per le Autonomie.
    Per ottenere ciò è necessario sfruttare al massimo la visibilità che l’MPA ci sta mettendo a disposizione, la prima prova sarà la GRANDE MANIFESTAZIONE che abbiamo organizzato a Caserta per il 23 NOVEMBRE, contro il DEGRADO più assoluto che imperversa all’interno ed all’esterno della REGGIA DI CASERTA.
    Durante la manifestazione saranno presenti molti esponenti del partito di Lombardo tra cui il deputato IANNACONE del MPA, invitato per l’occasione.
    Diamo dimostrazione di cosa e chi siamo!
    Portatevi le bandiere delle Due Sicilie.
    VIVA LE DUE SICILIE
    Davide Cristaldi
    Vice-presidente nazionale
    Comitati Due Sicilie”
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    Ecco! Abbiamo letto assieme cosa annuncia Cristaldi…Finalmente,i CDS si sono ritrovati nella “CASA COMUNE” con il MPA…AFFARI LORO! A casa propria ognuno può fare quello che vuole!
    Come del resto il PdSud-Partito del Sud si sta accasando con la Lega Nord-Alleanza Federalista…Anche il PdSud faccia quello che vuole!
    Mpa e Lega, che molti “da quelle parti” vedevano come il fumo negli occhi,in occasione delle prossime elezioni regionali ed europee,saranno loro alleati. Ben vengano queste alleanze! Finalmente,avremo più tempo per confrontarci con le nostre (vere) esigenze identitarie e non togliere tempo ed energie preziose alla costruzione dell’area nazionalitaria siciliana. FINALMENTE!
    Orazio Vasta
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    Per ulteriori notizie:
    http://rarika-radice.blogspot.com/2008/11/indipendenza-sicula-campana-sarda.html

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