ANATEMA per i politici napoletani

di Vittoria Mariani

      Quando l’ebbrezza giovanile mi esaltava ad ogni credo, ad ogni  dogma, ogni tanto mi richiudevo nel guscio del mio pensieroso io.  E quando l’incedere dei passi stanchi dei vecchi partenopei evocava alla memoria gesta, battaglie e fulgida antica luce di un tempo che fu, allora prepotente in me si risvegliava la voglia di ostentare lo storico passato delle mie genti, il sublime ricordo dei racconti dei nonni che pur tra mille difficoltà ebbero il dono d’avere altra sorte.
Altra sorte! Sì, la sorte di chi con signorilità d’animo e con tanta pazienza, costruiva, nell’intento e nella certezza, l’economia di una città che non ha mai avuto pari per clima, per bellezza, cultura e intelligenza. Allora, io pensavo nel mio cuore “Questa città è benedetta da NOSTRO SIGNORE!”… Eppoi l’emozione di camminare su quei ciottoli di lava sconnessi dei decumani, un tempo calpestati da milioni di passi, belli, lisci, ancora pieni dell’energia di quei passi, pronti ad ospitare anche le mie orme, respirando l’aria del
>>>>> Maestrale che dolce ci accarezza, ci trasporta nel sogno ad occhi aperti della nostra Civiltà. quale beata rigenerazione! Tutte le volte che socchiudevo gli occhi, visitavo il buio pesto dell’inferno e avevo
>>>>> sempre timore di non poter più vivere questo sogno eterno: il sogno eterno della freschezza della mia città . che ogni giorno gratifica chi merita…  ed anche e più chi meriti non ne ha. La spuma che superba s’infrange sulla scogliera al’alba, al mattino, alla sera, al ritmo del sospiro del mondo, persino quando è inverno fa piacere, perché sa di un vento caldo, di una brezza sferzante di piacere!
Quando piove, poi, e l’aria rinfresca è come una risata, una vera gioia, tra scrosci e dispettose “ventecate”, il dondolio delle barche e le bordate. e pare che la risacca intoni una canzone per questo suo popolo innocente come uno scugnizzo, geneticamente immorale perché libero nonostante le catene di scatenare la fantasia; un popolo di buoni e di mascalzoni, di tenori, baritoni e voci bianche che intonano una canzone che tutti, lungo ogni coordinata, possono ascoltare insieme all’eco del canto delle sirene, che siano figli degni o  peccatori del malaffare…. E torno ancora alla giovanile ebbrezza. che palpito. che sogno. quale carezza! E’ la carezza antica della mia città che con la sua aureola, ogni giorno, il sorriso di un saluto mi da. Anche nella solitudine della vita incompresa mi sussurra sempre due parole, mi spinge ad alzare la testa, mi da il suo calore, mi riempie d’amore. e so che ho sempre un rifugio sicuro, ermetico, nel profondo di questo mare che raccoglie le mie confidenze.
Saccheggiatori di Napoli, d’ogni specie e tempo, siete condannati alla solitudine dell’animo, perché animo e cuore sono regali degni delle persone che amano la propria terra, che non la umiliano!
Assassini d’ogni tempo, morirete anche voi e per voi ci sarà una scia di vomito e di vergogna a sentiero verso l’inferno. Non passerete mai alla storia, perché la storia si purga delle nefande carogne, ammassi putrescenti dell’illusione del potere dei potenti che usurpano, predano, saccheggiano l’amata terra dei nostri padri. Questo mare non è per voi e alla fine v’inghiottirà e vomiterà fuori le vostre carogne; questo sole non è per voi e prima o poi brucerà le vostre sporche carcasse; questo vento è per voi e non vi darà sollievo dal fuoco, anzi vi risucchierà, portandovi lontano come la tempesta azzera e distrugge tutto. Maledetti! Voi non siete degni di questo dono della natura Divina, eppure siete ancora qui ad oltraggiarla! Quando scoccheranno le ultime ore della vostra permanenza sarete chiamati a Giudizio. e non dai giudici cui avete legato le mani e cucito la bocca. e scoprirete com’è facile perire ad opera di voi stessi, scoprirete che il potere non è mai eterno, che il pugno nel quale stringete i trenta danari non sarà più capace di trattenere che un granello di sabbia e le vostre bocche partoriranno empie disperazioni quando dovrete abbandonare la gerla dei doni di cui non siete mai stati degni!

 

ANATEMA per i politici napoletaniultima modifica: 2008-10-22T10:27:00+02:00da insorgenza
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7 pensieri su “ANATEMA per i politici napoletani

  1. Il Partito del Sud,alleato con Chiappori(Lega), “alternativo” al Mpa
    Il convegno, sul tema del federalismo fiscale e l’autonomia siciliana, che si è svolto sabato scorso a San Giovanni La Punta,alle porte di Catania, ha sancito il solco definitivo fra il Partito del Sud e il Movimento per l’Autonomia del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.

    Al convegno,che si è svolto in contemporanea con la “Festa” del Mpa di Messina,hanno partecipato,fra gli altri, Erasmo Vecchio,coordinatore regionale del PdSud, Giacomo Chiappori,deputato nazionale della Lega Nord,rappresentante nazionale di “Alleanza federalista”,Stefano Massimino(costituzionalista),Ruggero Razza(Alleanza Siciliana).
    Assente eccellente il presidente della provincia Giuseppe Castiglione.
    Sono intervenuti, invece,Raffele Nicotra,deputato regionale del Pdl e sindaco di Acicatena,assieme al vicesindaco Francesco Petralia e al consigliere comunale Pippo Sorbello.Presente anche l’ex deputato regionale Biagio Susinni.
    Vecchio,Nicotra e Susinni facevano parte dell’Ufficio politico del Mpa,prima di scegliere strade diverse da quella intrapresa da Lombardo. La stessa presenza del leghista Chiappori è fortemente contraddittoria, considerando che a Messina,alla “festa” del Mpa ,Calderoli era a fianco del presidente Lombardo.
    “Il progetto del PdSud-dichiara Vecchio-non è in contraddizione con nessuno,per il solo fatto che noi siamo alternativi anche all’attuale Mpa”.
    Dal Mpa un secco “No comment!”.
    Ma,la “vicinanza” fra il PdSud e la Lega di Chiappori ha aperto un profondo,e non sempre sereno,dibattito interno al Partito e all’area “del Sud”.
    Questo blog è a disposizione.

    Pubblicato da Orazio Vasta a martedì, ottobre 28, 2008 -A RARIKA

  2. Cari amici di INSORGENZA,vi prego di dare risalto a questa lettera,postandola.Grazie.Cordialità,Orazio Vasta
    **************
    Caro Ministro Zaia
    sono una agronomo, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori.
    Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perchè nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori.
    L’anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo.
    Sì ha letto bene! 5-7 €urocent al chilo.
    Mi rammarico, però, del fatto che Lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela (come è anche giusto che sia) dei prodotti della Sua terra.
    Vorrebbe, per favore,dare un pò più di “conto e retta” alle problematiche di noi agricoltori del sud?
    Corrado Vigo
    Trecastagni,2 novembre 2008

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