passato

Quando indichiamo la bandiera delle due sicilie noi indichiamo l’identità del popolo meridionale, solo i miopi o quelli in mala fede, possono vedere una nostalgia o dei sentimenti antistorici. Il passato è importante. Molti ci chiedono ma perché parlare del passato? Noi non parliamo “del passato”, ma parliamo dell’inizio, l’inizio di un problema, un problema che si chiama “questione meridionale”, un problema che non è ancora risolto ed è più attuale che mai. Quando ricordiamo che Garibaldi è un massone, non poniamo un problema storico, ma soprattutto un problema politico. E’ il regime culturale italiano, con il suo comportamento che ci dimostra più che mai che è un problema politico, se fosse solo storia, non ci sarebbe niente di male che si affermasse una volte per sempre che Garibaldi era un agente della massoneria. Ma questo non si può, e sapete perché? Perché qualcuno si potrebbe porre alcune domande, del tipo; Se l’Italia era voluta dalla massoneria. che fine ha fatto la massoneria? Chi erano i massoni che la vollero? Si potrebbe scoprire che quelli che vollero l’Italia e che finanziarono “I mille” sono gli “antenati” politici ed economici dei gruppi, delle lobby, delle caste al potere oggi! Stesso discorso vale quando ricordiamo l’esproprazione dei beni dei meridionali da parte dell’unità d’Italia. Non ci sarebbe nulla di male nel dire “si bene eravamo in guerra vi abbiamo invasi, abbiamo depredato tutto in mone della forza delle armi”. Una cosa normale nella storia. Ma chi oggi governa “culturalmente” le masse non può dirlo, in quanto come è giusto che il vincitore depredi, è altrettanto giusto che il vinto reagisca. Negando l’esistenza della depredazione, si raggira il depredato, lo si conduce nell’autoconvinzione della propria inferiorità. Quando ricordiamo la differenza fra il nord ed il sud all’atto dell’unità, noi non parliamo del passato, in maniera generica, non ci sarebbe nulla di male ad essere stati differenti. Cosa ci sarebbe di male nel dire la verità sul fatto che lo stato del sud era il più ricco, ma che per il bene “degli italiani” tutto venne messo in comune? Assolutamente niente, se tutto fosse stato messo in comune, ma così non fu, come così non è oggi. Se si affermasse oggi nella mentalità comune, che  il sud era lo stato più ricco d’Italia, qualcuno si porrebbe delle domande. Domande del tipo; Quindi siamo poveri dall’unità, Quindi emigriamo dall’unità, quindi possiamo essere o RIDIVENTARE un popolo migliore rispetto a quello che ci hanno ridotto. Ed è questo quello che chi fece l’unità d’Italia deve evitare a tutti i costi.

Quando diciamo che l’unità d’Italia è l’unica unità avvenuta CONTRO la religione nazionale, non lo diciamo perchè siamo per la chiesa cattolica, ma lo diciamo perché oggi e ripeto oggi, il sud è vittima del dio danaro.  Gli esempi sarebbero tanti e tanti, ma a noi basta riaffermare un principio. Oggi chi governa il sud è una banda di predoni che con una guerra e con la corruzione delle classi dirigenti locali, hanno dall’unità d’Italia il dominio sulle nostre vite. Che usano la tecnologia solo a loro vantaggio, che usano il progresso solo per i loro fini. Questi predoni per loro astuzia e convenienza si sono fatti chiamare Stato democratico italiano, ma nella realtà non sono nessuna delle tre cose.

Lo stato è una forma di organizzazione, è il popolo che si dota di uno stato per vivere meglio ma come ben sappiamo lo stato è totalmente “occupato” dai partiti e sappiamo che i partiti non sono d’espressione popolare. Si sono fatti chiamare stato, per darsi una legalità, ma il termine “banda” sarebbe stato il termine esatto. Nel merito dello “stato”, l’organizzazione è di forma “moderna” è si impone a noi del sud in quella forma dall’unità d’Italia.

Essi si definiscono democratici, per convincerci che sono una “nostra esperessione”, che alle decisioni partecipiamo tutti, che rispettano le volontà del popolo ma come abbiamo visto con i “rimborsi ai partiti” e con la “partecipazione alla guerra” essi sono “democratici a fatti loro”. Sono democratici quando bisogna pagare i debiti da signoraggio alle banche, sono dittatori quando debbono decidere di fare le guerre che convengono a banche e multinazionali. Sia il signoraggio che l’avvento delle multinazionali, al sud si hanno con l’Unità d’Italia. Si fanno chiamare democratici, per convincerti che è moralmente ingiusto cacciarli a calci in culo, solo per questo.

La terza fregatura a nostro danno e farsi chiamare italiano. Tu sei italiano, loro si presentano come “Stato Italiano” quindi inconsciamente pensi che quello è il “tuo” stato. Quindi ti sembra innaturale lottare conto qualcosa di tuo. Anche questo è un raggiro, una truffa. Con l’avvento dello “stato unico per tutti gli italiani” hanno affermato il principio che appartenenza culturale, appartenenza etnica e cittadinanza, debbono per forza coincidere. Quindi per il semplice fatto che “gli occupanti dello stato” (cioè dell’organizzazione mirata a sfruttarci e che fa pagare a noi i costi dello sfruttamento) siano nostri concittadini, ci illudono che sono nelle nostre stesse condizioni, che siano “italiani come noi” e come paradosso se oggi qualcuno va contro lo “stato italiano” sembra che vada contro di noi, non contro i nostri sfruttatori. Ecco perché si fanno chiamare Italiani, mentre l’italianità, fra soop opere e grandi fratelli, perde sempre più di concrete caratteristiche.

Noi non parliamo del passato, ricordando il passato. Parliamo dell’inizio del problema. Noi lottiamo per difenderci da una banda dittatoriale di senza patria e senza dio che ci sfrutta con lo stesso sistema, chiamato questione meridionale (l’hanno chiamata così per convincerci come il resto che era preesistente ai loro governi e che loro si impegnano sempre a risolvere) da quella guerra di invasione che hanno chiamato risorgimento. Altro che passato. Noi lottiamo contro una banda di predoni oggi e lo facciamo alla nostra maniera, ricordando chi siamo, ribadendo la nostra identità, la nostra differenza da “loro”. Sappiamo che altri hanno lo stesso nostro obiettivo, sappiamo che altri alla loro maniera combattono questo stato di cose ed in base al principio “i nemici dei nostri nemici, sono nostri amici” siamo disponibili a dialogare con tutti quelli che vogliono liberarsi, che hanno il nostro stesso obiettivo. Ma non ci facciano perdere tempo, che non cerchino di farci diventare come loro, che non cadano nella pregiudiziale stupida “Borbone si, Borbone no”. L’unica cosa in cui siamo uguali è il modo in cui ci sfruttano il portafoglio, ci tolgono la nostra identità, per il resto ognuno si liberi come vuole. Per noi la riconquista del passato è il primo passo verso il futuro, altri la pensano diversamente? Chi se ne frega, se abbiamo lo stesso obiettivo.

  

  Il resto, sono soltanto chiacchiere da osteria!

Nando Dicè

passatoultima modifica: 2008-05-26T13:15:00+02:00da insorgenza
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “passato

  1. Ciao Nando… A noi… ti dico la verità… scrivi bene… conosci la storia…mi piaci…non hai mai pensato di scrivere per una testata…. come politico non mi piaci…, la politica “vera” non ti appartiene sebbene tu sia, credo, un militante, se ho sbagliato ti chiedo sin da ora…. perdono…perdono.. perdono..il male……un abbraccio forte ivo

  2. Bisognerebbe capire cosa si intende per politica….se quella “vera” è quella di oggi, sono daccordo con te. Per quanto riguarda la politica in senso generale, anche in questo caso hai ragione essa non mi appartiene, al massimo sono al suo servizio, come ogni buon militante. Come dice spesso, un caro insorgente, “non è importante chi “gioca”, l’importante è vincere”, è la nostra terra che c’è lo chiede.

I commenti sono chiusi.