I Paesi bassi

L’Olanda ed il Belgio sono geograficamente definiti paesi bassi in quanto il loro territorio cade al di sotto del livello del mare. Si discute circa la possibilità di ricomprendere, in tale denominazione, anche la Campania visto che il suo territorio si trova ormai stabilmente ben al di sotto del livello degli “oceanici” cumuli di mondezza che la sommergono.

Quella dei rifiuti rende certamente l’idea di una marea montante che effonde però una brezza ripugnante e tra le cui onde non è certamente dolce naufragare.

Ma è soprattutto su un diverso concetto di “bassezza” che è opportuno soffermarsi: quello politico, civile ed etico che connota la vita istituzionale del territorio, fatto proprio da un ceto politico amministrativo locale che si ostina a non riconoscere le proprie gravissime responsabilità. E’come se non fosse colpa di nessuno se, come si legge nella relazione della commissione bicamerale ecomafie – approvata all’unanimità da tutte forze parlamentari- il metodo seguito per utilizzare i fondi pubblici è stato quello di utilizzare le risorse destinate ai rifiuti per costruire il consenso… non per avviare un ciclo industriale integrato dei rifiuti, bensì per costruire apparati burocratici, formare consigli di amministrazione di società miste, assumere lavoratori da tenere in parcheggio: politiche di rassegnato sostegno all’esistente, nell’illusione che l’esistente sostenesse indefinitamente la politica”. E’come se nessuno si sentisse responsabile se un commissariato lungo 14 anni, secondo la medesima relazione, “di straordinario ha solo i compensi e le consulenze, se si aprono consorzi destinati spesso a realizzare vere e proprie joint ventures con la camorra, si realizzano impianti di cdr che in realtà non fanno che imballare tal quale, si aprono call center, si differenzia la raccolta del denaro pubblico tra percettori improvvisati e manager dei rifiuti.

Vero è che Bassolino è stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di tre milioni di euro per il danno erariale arrecato allo regione per l’apertura di un inutile call center vero è che il sub commissario Facchi è stato condannato dalla magistratura contabile ad un risarcimento di duecentocinquantamila euro. Vero è che per costoro le responsabilità vanno ricercate sempre altrove. La sentenza con la quale la Corte dei conti ha condannato Bassolino dice che furono assunti senza motivo 100 lavoratori socialmente utili. In realtà, al 31 dicembre 2006, gli LSU erano 180 su di un totale di 208 lavoratori. 34 lavoravano ad un call center dove ricevevano mediamente una telefonata a settimana. Gli altri seguivano non meglio precisati progetti degli enti locali. E non si è trattato evidentemente di un incidente di percorso se ancora il 30 novembre 2007, la giunta, presieduta dal governatore della Campania,  ha rifinanziato, per sette milioni di euro, i famigerati consorzi di bacino per la raccolta differenziata. Il fatto è che dalle statistiche risulta che la raccolta differenziata, che al nord sfiora il quaranta per cento, a Napoli, nei momenti di crisi non raggiunge neppure il tre per cento.

In consiglio regionale, nel frattempo, hanno continuato a trovare ampia diffusione nuove edizioni del non più vituperato manuale Cancelli, necessarie per la equilibrata e sapiente spartizione di posti di sottogoverno miserabilmente allargata alla connivenza di tutti i gruppi di opposizione.

Nel decidere un primo, timido taglio alle consulenze esterne, i deputati regionali hanno caricato le varie commissioni consiliari di ben 120 nuovi consulenti, preventivando a tale scopo, nell’approvazione del bilancio, all’incirca un milione di euro. E, sotto tale profilo, va riconosciuta ai consiglieri regionali della Campania una certamente non comune inventiva nel concepire nuove figure di beneficiari di inutili elargizione a spese della collettività: si va dal consulente che deve valutare l’operato degli altri consulenti, ossia un vero e proprio consulente dei consulenti, ai neo esperti di contabilità da aggiungersi ai revisori dei conti, alla mirabile figura del consulente ai funerali. Quelli della terza commissione consiliare, non sapendo più cosa inventarsi per elargire prebende mascherate da incarichi istituzionali, hanno deciso di ingaggiare un avvocato come consulente deontologico per il lavoro delle imprese funebri. Una vera e propria genialata. E’ stata addirittura approvata una legge regionale per l’armonizzazione delle attività funerarie che prevede addirittura l’istituzione di una consulta delle attività funerarie. Si tratta di un organismo di cui la regione non deve assolutamente restare priva ed in cui è prevista la partecipazione degli operatori del settore funerario naturalmente retribuiti dall’immancabile gettone di presenza.

I consiglieri comunali di Napoli, dal canto loro, non intendono essere da meno di nessuno. Dopo essersi contraddistinti per la storica rivendicazione, avvenuta in piena tragedia rifiuti, all’ingresso libero, incontrollato al varco della Tribuna Autorità dello stadio S. Paolo, hanno fatto registrare un nuova encomiabile performance: 17 capigruppo si 60 consiglieri, pari ad una media di uno su tre. Un vero e proprio primato. Ad ogni capogruppo spettano quattro dipendenti ed un ufficio adeguatamente rappresentativo. I costi, così, registrano un impennata e si ripropone quel problema dei fitti passivi per ovviare al quale l’allora maggioranza comunale decise di acquistare, tra furiose polemiche, il palazzo di via Verdi beneficiando la Pirelli di 35 milioni di euro.

Quesito finale: la vera mondezza sta fuori oppure sta dentro il Palazzo?

Carmine Ippolito 

I Paesi bassiultima modifica: 2008-05-12T11:25:00+02:00da insorgenza
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