IL “VOTO UTILE”

pubblichiamo sul blog l’oreinetamento di voto di Civiltà mediterranea. Ricordiamo che Insorgenza Civile ha lasciato libertà di voto ai propri iscritti, militanti e simpatizzanti. Pur tuttavia il pluralismo interno e la conseguente ricchezza del confronto restano una risorsa del circuito civico di cui ogni insorgente deve essere attento ed inflessibile custode.
Carmine Ippolito.

 

 IL  “VOTO  UTILE”

 

Penso che la scelta più utile sia quella di dare una mano all’Unione di Centro al fine di togliere qualche Senatore alla Sinistra, che è nostra antagonista, SENZA FARE ALCUN DANNO al PdL e mi spiego:

 

– il PdL in Campania, al Senato, vince largamente (vedi allegati);

– il PdL fino alla soglia del 55%-59% prende sempre 17 Senatori (perchè il premio di maggioranza, qualunque sia la percentuale con cui vince, gli attribuisce seggi equivalenti al 55%);

– il PdL per prendere il 18° seggio dovrebbe superare il 60% !

– i restanti 13 seggi verranno distribuiti tra le Liste o Coalizioni che supereranno lo sbarramento dell’ 8%;

– se si riesce a far superare all’ UNIONE DI CENTRO tale sbarramento, anche una forza non di sinistra entrerà nella spartizione dei 13 seggi dedicati alle formazioni perdenti;

– in tal caso potrebbe togliere a PD ed ARCOBALENO (unici altri che superando l’8% si dividerebbero i 13 seggi) da un minimo di 2 ad un massimo di 3 seggi al Senato (evento non da poco !)

CIVILTA’  MEDITERRANEA

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IL “VOTO UTILE”ultima modifica: 2008-04-12T18:45:00+02:00da insorgenza
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Un pensiero su “IL “VOTO UTILE”

  1. Politica
    A Silvio
    di Marina Salvadore

    Sai perché c’è stata la “WALTERLOO” qui in Campania, caro Silvio? Perché non hanno mosso un dito, “quelli”, i compagni di merende, per liberarci di Ramsete-Bassolino e delle sue parrocchie… e sono stati puniti! Anche se tolleranti, noi napoletani “nun simmo fessi”!.. Altrimenti, senza dubbio, nell’ “INTELLETTUAIO” à la page in cui siamo sprofondati da decenni, avrebbero ancora vinto loro. Stiamo però in allerta per le prossime amministrative: succedono sempre cose strane qui, in Campania e, ad onor del vero, i “ras” non conoscono concorrenza ne’, mai, hanno conosciuto – per arcano mistero – l’eccellenza di un’opposizione. Ora, però, in attesa di accoglierti come nostro gradito “concittadino a tempo determinato”, con l’acquolina in bocca per tutte le belle cose che conti di portare a Napoli, un ammonimento più che una preghiera: portaci il tuo RISPETTO! Il rispetto per la nostra Identità, per la nostra gloriosa Storia, per le nostre eccellenze, per la nostra intelligenza, per il nostro karma pesante, per quell’invidia degli dei che ci perseguita da millenni. Non sia per te, Napoli, la solita cartolina fatta di mandolino e babà, luna caprese e panni “spasi”… il solito folklore oleografico. Non venire qui con la solita faccia del “cumenda” anni 60 che villeggiava sulle nostre spiagge con l’aria del lord inglese tra gli “affricani”, dopo che s’era sparato in un niente i fondi della Cassa del Mezzogiorno, lasciando sul territorio scheletri di capannoni industriali mai inaugurati… cattedrali nel deserto finanziate da noi, per il profit di industriette con la sede legale ubicata al nord, fingendo pure di venirci a fare la beneficenza. Il teorema del federalismo del buon Cattaneo è già stato applicato abbondantemente dai cumenda del nord, in quegli anni di “anarchia” demosinistrocatta… e contrariamente a quanto va ostentando Bossi, è stato proprio questo Sud di “assistiti”, di “bifolchi”, di fetenti… a finanziare il nord, per lungo tempo. Noi lo sappiamo benissimo d’essere condannati all’EMERGENZA: ogni emergenza si traduce in gare d’appalto per i soliti imprenditori fuori Napoli!!! Nel mentre ti ringraziamo per averci liberato di Bassolino, di De Mita, di Mastella: radicati sul territorio più di quanto per grazia di Sant’Antonio avremmo mai osato richiedere ad un NOSTRO rappresentante, ti preghiamo di lasciare Napoli e le cose di Napoli in mano ai napoletani; ce ne sono ancora, qui, di persone rispettabili, di grandi personalità tenute per quasi vent’anni sott’olio o sotto sale, come le nostre celebri conserve alimentari, in attesa di sprigionare tutto il loro amore patrio, le loro migliori caratteristiche. Qualcuno, rarissimo, ce l’avevi anche nella lista locale … ma confinato al 29.mo posto, a fare da riempitivo, al seguito di “stranieri” o di “soliti noti”. Soprattutto, caro Silvio, evita di incorrere anche tu, come i tuoi predecessori, nella squallida tiritera di Camorra e Tammorra, quando e se ti dovesse accadere di non poter portare a termine felicemente un progetto qualsiasi. E’ una scusa che non regge più, da quando abbiamo capito, qui al Sud, che l’abusato spurio giurisprudenziale del “concorso esterno in associazione mafiosa” va letto, invece, quale “ concorso esterno in associazione politica”. Mi spiace solo che non sei riuscito a liberarci del giustizialista Di Pietro e che avrai dei problemi quando e se deciderai di aiutarci davvero a tirar fuori di galera il povero Bruno Contrada, napoletano perbene vittima delle toghe rosse… Per favore, dì a Bossi della Lega di tenere il becco chiuso, soprattutto quando parla dei meridionali intesi solo come zozzosi, sporchi, lerci e, come primo atto di governo, cortesemente, acchiappate tutte quelle schifezze di imprenditori del nord che d’intesa con la camorra ci hanno riempito di tutte le sozzure possibili, trasformando Campania Felix in una Chernobyl Infelix! Certo, questi lidi benedetti da troppa grazia di Dio, hanno fatto invidia a troppi, nei millenni… Per questo, ti chiediamo di approfondire la conoscenza della nostra storia, dai tempi in cui da qui si illuminò di Civiltà l’Europa. E liberaci pure da tutti i cinesi e le cineserie cui Prodi e Bassolino hanno svenduto le eccellenze nostre. L’unica cosa che i cinesi non sanno imitare è la mozzarella, lo sai… e han fatto di tutto per distruggere questo prodotto italiano, più esportato di Armani e Versace, pur non avendolo mai importato. Riprendiamoci il Porto di Napoli, ch’è in mano cinese! Facciamo in modo che torni ad essere il porto più importante d’Italia e del Mediterraneo. Ritorniamo a quell’economia marittima e marinara che con la continentalizzazione post-risorgimentale delle nostre magnifiche coste ci ha ridotti in bacino depresso d’Italia e d’Europa. Noi staremo alla finestra a guardare, caro Silvio, silenziosi contrariamente alla nostra indole… perchè siamo stanchi e parecchio incazzati… Speriamo sinceramente di poter, un giorno, aprirti anche le nostre braccia. Per il momento, questa è la chiave della porta di casa nostra: accomodati, mettiti a tuo agio. L’arte dell’ospitalità è ancora tradizione nostra ma tu, per favore, sbircia qualche nozione nel “monsignor Della Casa” e fanne tesoro: è il minimo richiesto per sedere al desco di Napoli Nobilissima!
    Auguri, Silvio.

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