CAMPANIA : IL COLPO DI GRAZIA

Non bastava la violenta occupazione del territorio da parte della camorra e non bastava la gravissima crisi dello smaltimento dei rifiuti, per “finire” la nostra stupenda Regione, per colpirla a morte, c’è voluta la “scoperta” del devastante inquinamento ambientale che ha dovuto subire per decenni, complici la delinquenza organizzata, Amministratori “distratti” o “conniventi”, responsabili “irresponsabili”.

Si potrebbe obiettare che c’è di peggio, omicidio, pedofilia, schiavismo, stragismo, è vero, ma almeno coloro che commettono questi altrettanto efferati delitti, non si presentano al Popolo Italiano a chiedere di essere premiati con il voto!

E’ gente senza pietà, senza Dio, cialtroni disumani e ferocemente protesi a qualsiasi tipo di degrado pur di trarne vantaggi personali, grandi o piccoli che siano.

Altro che voti, ceffoni avranno, anche se simbolici, in attesa di una giustizia terrena e divina!

 

Emiddio AltamuraCIVILTA’ MEDITERRANEA

www.cm-italia.it

 

CAMPANIA : IL COLPO DI GRAZIAultima modifica: 2008-04-04T10:40:00+02:00da insorgenza
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5 pensieri su “CAMPANIA : IL COLPO DI GRAZIA

  1. UN MUSEO NAVALE PER NAPOLI

    http://www.petitiononline.com/2008navy/petition.html è l’indirizzo della petizione poc’anzi da noi lanciata in rete; ve ne chiediamo sottoscrizione e massima diffusione. – la redazione –

    Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
    Al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Vincenzo Camporini
    Al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa
    Al Ministro della DIFESA in carica
    Al Presidente della Regione Campania
    Al Presidente della Provincia di Napoli
    Al Sindaco di Napoli

    PETIZIONE POPOLARE PER L’EDIFICAZIONE E L’ORGANIZZAZIONE DI UN MUSEO STORICO NAVALE IN NAPOLI

    Illustri Signori,
    è innegabile che la Storia della Marina Militare Italiana principiò sotto il cielo napoletano, ove si acclarò quale Real Marina – in Europa, seconda solo agli Inglesi – durante il glorioso Regno delle Due Sicilie, che fu poi colonizzato e ingiustamente “continentalizzato” in epoca post-risorgimentale quindi deprivato delle sue massime peculiarità: la flotta mercantile e quella militare, i numerosi porti e la marineria, i collegi militari, la cantieristica navale, le attività marittime e marinare e gli scambi commerciali, sprofondando, così, il Mezzogiorno d’Italia nel vortice del declino che l’ha frullato nel budino ch’è ora, ovvero il bacino depresso d’Italia e d’Europa. Tanta “acqua”… del mare nostrum è passata sotto i ponti dell’oblio e del disfacimento dell’orgoglio identitario delle genti marinare del Sud dell’Italia ed oggi più che mai si ha la necessità ed il dovere morale ed istituzionale di recuperare Dignità a costoro ed alle loro gloriose radici offese, occultate. E’ incredibile come ad una città quale Napoli, sorta tra i seni salati di una dolce creatura marina che è il simbolo stesso dei nostri antichissimi natali e della nostra più intima essenza, la storia del ‘900 abbia praticato una lobotomia radicale, privandola persino delle memorie, della personalità, per relegarla esclusivamente nella volgare iconografia folkloristica, ch’è – mi perdonino – autentica pornografia. I tempi odierni che vedono l’affaccendarsi di tutte le più importanti Istituzioni di Stato al capezzale della “dichiarata” moribonda Napoli, laddove si cercano disperatamente medici e medicine anche costosissime, per rimetterla in piedi, non fanno sperare nel miracolo a breve della sua guarigione. Un input vivificante sarebbe rintracciabile esclusivamente nel riacculturamento delle genti napoletane, restituendo loro la storia negata ed insieme l’orgoglio. I tempi moderni del federalismo invitano i piccoli popoli d’Italia alla riacquisizione delle lingue e dei dialetti, delle tradizioni, usi e costumi e della storia di ognuno, differente secondo ogni diversa coordinata geografica e comunque tutti – nessuno escluso – partecipi della Dignità Nazionale Italica. Sarebbe l’ora di restituire anche a Napoli il privilegio dei suoi primati, delle sue eccellenze in numerosi campi dell’ingegno e della cultura, che vanno al di là dell’abusato “pizza e mandolino” , “camorra e tammorra”, “monnezza e assistenzialismo”. Conosciamo bene l’attività dell’eccellente MariDist di Napoli per la sua notevole sensibilità culturale e per il suo rispettoso amore per le origini partenopee della Marina Italiana ampiamente dimostrate, per esempio, durante la presentazione della mostra de “I rami dell’Atlante Marittimo” Napoletano e di altri eventi grandiosi ai quali non è mai stato dato, a nostro avviso, il giusto riconoscimento nazionale e la piena diffusione massmediatica. Confidiamo che vogliate condividere e sostenere, anche nell’opportunità di un rilancio turistico di questa città UNICA AL MONDO, la richiesta di noi che amiamo Napoli – e che siamo tra i pochi privilegiati ad avere avuto la possibilità di poterne approfondire la conoscenza storica – per l’edificazione e l’organizzazione di quel Museo Navale che riteniamo debba spettare di diritto alla “mamma” per eccellenza della Marina Militare Italiana, che si è fregiata per lungo tempo del titolo di Ammiraglia dei mari d’Europa, che ha dato alla luce generazioni e generazioni di coraggiosi marinai ed esploratori. Con un rapido accenno ai lontanissimi successi in soccorso alla flotta della Serenissima, nella battaglia di Lepanto, non dimentichiamo i suoi eccellenti primati nazionali, europei e mondiali, tra i quali:
    1783 – Primo Codice Marittimo (Michele Jorio) adottato, poi, anche da altre Nazioni;
    1792 – Primo Atlante Marittimo – Rizzi Zannoni – elaborato dalla prestigiosa Scuola di Cartografia Marittima;
    1818 – Prima nave a vapore “Ferdinando I”;
    1833 – Prima nave da crociera “Francesco I” in Europa;
    1836 – Prima compagnia di navigazione a vapore nel Mediterraneo, e agenzia marittima;
    1841 – Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia;
    1843 – Prima nave da guerra a vapore d’Italia, pirofregata “Ercole”, varata a Castellammare;
    1852 – Primo bacino di carenaggio in muratura in Italia, Porto di Napoli;
    1852 – Primo telegrafo in Italia;
    1853 – Primo piroscafo nel Mediterraneo per l’America , il “Sicilia” della Società Sicula Transatlantica del palermitano Salvatore De Pace. gg. di navigazione 26;
    1860 – Prima flotta mercantile e prima Flotta Militare d’Italia (seconda al mondo);
    1860 – Prima nave ad elica “Monarca” varata a Castellammare; che fu la prima ammiraglia del successivo Regno d’Italia e sul cui disegno fu realizzata la più recente “Vespucci”, nostra gloria nazionale;
    1860 – La più grande Industria Navale d’Italia per numero di operai ( Castellammare, 2000 operai)…
    … e sono solo alcuni…
    L’onestà intellettuale che deve essere requisito fondamentale delle Istituzioni Pubbliche, deve riconoscere a Napoli le sue prerogative e le sue eccellenze, se davvero si vuole seminare nella Napoli “smarrita” di oggi, l’orgoglio che scaturisce dal senso dell’appartenenza e se se ne vuole rilanciare una più decorosa immagine. A prescindere quindi dal fatto che Napoli merita ed esige il suo Museo Navale, i napoletani meritano ed esigono la Dignità che gli spetta…perché il solo “Museo dell’Emigrante”, sinceramente, li offende.

  2. cosa dire ci hanno prima colonizzato , poi derisi con i vari luoghi comuni, frantumato e cancellato la nostra storia e ora ci sommergono di rifiuti

  3. Sì…va bene….ma smettiamola di piangerci addosso e tiriamo fuori le unghie! Cominciamo a sottoscrivere la petizione per il Museo Navale che prevede anche la restituzione dal Museo Navale Storico di Venezia e da quello Tecnico di Genova nonchè dal più piccolo di La Spezia la restituzione di tutte le nostre memorie!

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