L’insorgenza degli innocenti

Si approssima l’appuntamento con le urne del 13 e del 14 aprile: si tratta soltanto di un maldestro simulacro dell’esercizio della sovranità popolare. Non si tratta di vere elezioni. Al corpo elettorale non sarà consentito di scegliere i propri rappresentanti posto che il sistema di designazione delle candidature rende le liste più simili a delle classifiche stilate dai vertici nazionali della casta partitocratrica.  Non di vere elezioni si tratta, dunque, ma di vere e proprie nomine: un meccanismo di cooptazione del ceto politico che anche la Corte costituzionale ha riconosciuto svuota drammaticamente l’effettivo esercizio della sovranità popolare in Italia.  Mai sufficientemente paga, la casta, nelle more, ha provveduto a dotarsi di ulteriori strumenti di autoperpetuazione: il governo ha varato un formidabile decreto che consente ai gruppi che hanno una minima rappresentanza parlamentare di presentare simboli e liste senza dovere scomodare hostess, portaborse e galoppini, ossia quel che resta degli apparati di partito, per raccogliere le firme previste per legge come necessarie. E pensare che bastava un semplice provvedimento di tale natura per introdurre, anche a camere sciolte, nell’universalmente vituperato sistema elettorale, il tanto reclamato voto di preferenza.

Lo sfacelo in cui sprofonda la Campania impone, però, di non concedere tregua e di giammai suonare la ritirata.

La campagna elettorale rappresenta, infatti, un opportunità per gli uomini liberi e volenterosi di incontrarsi, discutere e riconoscersi intorno ad un progetto teso alla riaffermazione dei principi minimi di civiltà anche nel Meridione d’Italia.

Nessuna novità, quindi, in un quadro politico, che dietro un restailing di facciata, si depura da compromettenti scorie, onde preservare i tanto ipocritamente deprecati meccanismi oligarchico mafiosi di cooptazione delle attuali rappresentanze parlamentari.

L’iniziativa del direttore del foglio, Giuliano Ferrara, di presentare una lista antiabortista rappresenta, invece, un vero macigno gettato nel putrescente stagno. Per abbattere il granitico muro dell’insensibilità e dell’indifferenza niente di meglio poteva proporsi che la politicamente scorrettissima difesa di ciò che vale più di ogni altra cosa: la vita dell’innocente.

Attivando la fervente mobilitazione pro life, Ferrara ha già conseguito il risultato di avere dato voce a quelle milioni di creature che, incolpevoli, vengono ogni anno soppresse nel grembo materno ed a cui viene conculcato l’innegoziabile diritto di nascere e di irrepetibilmente vivere.

L’insorgenza degli innocenti è la medesima insorgenza di chi  pretende ancora affermare che la politica, se priva di etica, di valori, di principi e di verità si trasforma inevitabilmente in strumento di dominio, prevaricazione, sterminio, in un laboratorio di selezione della specie ovvero nel più volgare dei mercati. Per chi crede che il diritto naturale sia il presidio antitotalitario di ogni libertà, il diritto alla vita, insieme alla sua difesa, è un imperativo morale che precede ogni altro. E la lotta all’oppressione fiscale non è soltanto questione di computisteria ma nient’altro che una diversa ed irrinunciabile affermazione di libertà e di difesa del diritto naturale della persona che preesiste a quello positivo dello stato e che, dalla sua invadenza, deve essere presidiato. Contro il totalitarismo eugenetico contemporaneo che, come nella barbarie della Germania nazista, fa divieto di nascere a chi è “inadatto a vivere”, è giusto ingaggiare una strenua battaglia non solo culturale ma, soprattutto, politica. Il fatto che ci siano cinque milioni di bambini non nati in Italia e che, nel mondo, si pratichino politiche di controllo delle nascite mediante l’aborto e l’infanticidio di stato ( Repubblica popolare cinese), è un fatto politicamente rilevante.

E’ giunta l’ora di dare vita a forme di cittadinanza organizzata affinché l’individuo invochi protezione, non soltanto dai poteri cui non partecipa ( criminale, finanziario, politico economico), ma anche dai poteri del popolo affinché, quest’ultimo, nell’esercizio della sovranità popolare, non si estenda oltre una condivisa idea di bene comune. Anche in democrazia il delitto non può diventare legittimo soltanto perché rappresenta manifestazione della volontà del popolo.

Ad ogni modo la catastrofe ambientale, morale, economica e civile in cui sprofonda la Campania, non ha impedito di gettare un seme che, sono convinto, è presto destinato ad un fruttuoso germoglio. Alcuni hanno definito “insorgenza civile” un radicato e sempre più diffuso proponimento di ferma e civile rivolta ed, intorno a tale intendimento, si sono riconosciuti ed hanno chiamato a raccolta per dire basta all’imperitura logica della rassegnazione, del fatalismo e dell’indifferenza di cui la Campania sta ineluttabilmente morendo. E, si badi, non si tratta del solito modo di alzare il prezzo sulle questioni, ma di, orgogliosamente, annunziare che, per la difesa di quel che veramente vale non c’è mai prezzo. Non siamo affatto contro l’esercizio responsabile diritto di autodeterminazione delle donne, ma certamente contro la tirannia sterminatrice di una cultura di morte di cui non poche sono, al contempo, tragicamente vittime ed insane portatrici. Siamo pronti, allora, ad avventurarci in un esaltante moto di ribellione: per la vita, contro la mistificante politica dell’aborto. Per il riscatto civile, contro il devastante aborto della politica.

Carmine Ippolito

L’insorgenza degli innocentiultima modifica: 2008-02-24T23:56:52+01:00da insorgenza
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10 pensieri su “L’insorgenza degli innocenti

  1. l’insorgenza con ferrara non ha nulla a che vedere. Eppure quella di Ferrara è certamente un’azione d’insorgenza laddove rivendica l’incoercibile tutela del diritto alla nascita ed alla vita dell’essere più debole ed incolpevole:il concepito!
    il genetista Giuseppe Sermonti, nel plaudire alla lista antiabortista, ha chiarito che l’embrione non è un essere in potenza, ma una potenza di esseri, ed il loro sterminio chirugico non può in alcun modo apprezzarsi politicamente insignificante alla stregua di una liposuzione o di un intervento di rinoplastica.
    Insorgere significa colmare lo svuotamento etico della vita istituzionale e ribaltare i termini dell’attuale teatrino della politica: non sprecate fiato con i vostri programmi perchè vi riconosceremo dai principi!
    Ippolito

  2. Sono d’accordo! La perdita di un futuro “concittadino”è, appunto, una PERDITA un ATTO DI AUTOCASTRAZIONE COLLETTIVA, e -come dicono a Bari- una SCEMENZARIA COLOSSALE! Purtroppo ci saranno sempre donne che per i
    più svariati motivi (anche ideologici) ricorreranno all’aborto.
    Per prima cosa non bisogna criminalizzarle: già si fanno
    male da sole e, contemporaneamente, bisogna aiutarne quante più possibili a reggere le fatiche della gravidanza ed a
    “sistemare” nel modo migliore [=presso altre famiglie] il “concittadino” in arrivo.
    Fino ad un certo giorno il “bambino” c’è… e poi da una certa
    ora di quello stesso certo giorno il “bambino” nonc’è più.
    E’ TREMENDO IL SOLO PENSARCI!
    Con osservanza.
    totosant.

  3. Cari Insorgenti se potete dateci una mano a sperimentare la versione Beta della nostra televisione, collegatevi a Teledue sicilie e sempre se possibile lasciate il contatto aperto, segnalandoci tutte le problematiche riscontrate e se ne avete anche gli eventuali consigli…….La tecnologia usata è sperimentale, a differenza delle altre dovrebbe aumentare di qualità all’aumentare dei contatti.Se qualcuno di voi volesse fornirci filmati o vorrebbe gestire dei veri e propri programmi su tematiche di informazione o duosiciliane ci contatti.http://www.tirion.tv

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  5. I POLITICI , CHE MASCALZONI !
    Ho sentito in uno dei recenti telegionali che Prodi affermava : “Oggi è di moda parlare male della politica e dei politici ,ciò è inammissibile , occorre prendere provvedimenti “.
    INCREDIBILE !!!!!!
    Tanto per cominciare , non è una moda ,ma una triste quanto amava constatazione, i cittadini non si sono svegliati una bella mattina con l’intento di parlare male della politica e dei politici ,perchè non avevano di meglio da fare !
    I cittadini , evidentemente , hanno riscontrato una serie di malefatte ai loro danni che ha reso la vita impossibile al popolo intero , escludendo gli eletti e loro affini , l’italiano medio non ce la fa ad arrivare a fine mese . E poi, pensioni ridotte a lumicino, disoccupazione, delinquenza, totale assenza delle istituzioni a livello locale dove alberga clientelismo e malaffare ,e poi ancora l’euro, siamo entrati in Europa come la sorella povera , la Spagna economicamente ci fa mangiare la polvere e persino la Grecia ci ha superato .
    Ecco Signor Professor Prodi , perchè l’italiano medio si è disamorato della politica e della casta , non le sembra che forse qualche ragione ce l’hanno ?
    E poi caro Signor Professore si ricordi che il rispetto verso chiunque e qualsivoglia cosa , NON LO SI IMPONE , LO SI CONQUISTA .

  6. Vittoria Mariani , dirigente regionale del Movimento di Insorgenza Civile, vista la stagnante quanto drammatica situazione dei rifiuti in Campania , in occasione dell’avvio della campagna elettorale , propone ai politici tutti di sospendere per un triennio ogni tipo di tassa a carico dei cittadini campani , tenuto conto la gravità in cui versano tutte le attività produttive in Campania nonchè il danno di immagine ricevuto , che ha messo una intera popolazione in ginocchio . La proposta ,qualora accettata e resa esecutiva prima del voto del 15 aprile , allevierebbe le sofferenze di un popolo che ha serie difficoltà di sopravvivenza quotidiana.

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