E’ l’occasione che fa l’uomo democristiano?

Al grido di battaglia, “siamo tutti democristiani”, questa campagna elettorale si incentra, SUI SOLITI IGNOBILI. Da un lato, tutti a parlare della “novità” Veltroni, cercando di far dimenticare a tutti i costi, Bassolino, Mastella, la corruzione dilagante, la partecipazione alla guerra, l’accanimento fiscale, gli scandali delle coop, l’incapacità, le basi regalate agli americani, i morti per l’uranio impoverito, il fallimento delle “buone amministrazioni di sinistra”, della truffa dell’euro, degli scandali vari e il fatto che non hanno risolto neppure stavolta il conflitto d’interesse. In pratica, che non hanno fatto nulla per il popolo italiano. Dall’altra, tutti a parlare dell’altra “novità”, “la stabilità di governo”, pur di non parlare delle leggi ad uso e consumo personale, del mancato voto contro Bassolino, del consociativismo, di Rete 4, del servilismo in politica estera, di un tutti cattolici-tutti divorziati, dei rapporti ambigui in Sicilia, del cannibalismo sociale. Come, se con la stessa scusa della stabilità, non ci avessero preso in giro, tutte le volte che hanno messo mano alla riforma elettorale, da 20 anni a questa parte. Di certo una cosa, se avessero ragione loro, che la colpa è tutta di Casini, (per la cronaca, al massimo di Follini), veramente ci sarebbe da discutere se la democrazia è il migliore dei modelli possibili.

Ma un cittadino che è stanco, di tutto questo e che non ha ancora preso coscienza che la “politica” di questi farabutti è tutta una presa in giro, atta a nascondere chi ha il vero potere, cosa dovrebbe fare?

Tener presente la risposta a questa domanda. E’ l’occasione che fa l’uomo democristiano o è il democristiano che crea l’occasione?

La risposta non può che essere una e una sola: Tutte e due.

Nel primo caso, bisogna dire, che il cittadino onesto non ha nessuna difesa diretta, nessuno potrà mai sapere se la persona che egli ha delegato, sappia o non sappia, difendersi dalla corruzione. Da quando il mondo è mondo “il potere corrompe”, ma con questa partitocrazia si esagerato, con loro “il potere corrompe” si è trasformato in “se non sei già corrotto, non avrai potere”, quindi  il cittadino non può difendersi che in due modi.

Primo, avendo sì, una cieca fiducia nell’onestà del candidato, ma verificando se la sua onestà, corrisponda al partito o alla lista che ha scelto. Se Tizio è una persona onesta e si candida nel partito dei ladri, o Tizio è un falso onesto o e onesto ora, ma dopo, non si può dire, o sarà pure onesto, ma poi non è tanto intelligente. L’onestà da solo non è un “valore” della politica. Ora sapendo che Tutti i partiti “romani”, hanno da sempre riempite le proprie liste di ladri intelligenti e meno intelligenti, favoriscono sempre banche e multinazionali e come ha dimostrato “mani pulite” e Maffei e gli altri, hanno avuto accordi con la criminalità, hanno il vizietto della massoneria ed hanno fatto nepotismo e consociativismo a danno del popolo. I partiti nazionali sono da escludere. Quindi, una lista Civica, come prima difesa.

Secondo, avendo particolare attenzione, a quelli che hanno preparato la lista, o meglio, PARTECIPANDO alle fasi di preparazione di quella lista. In questo caso, oltre all’auto responsabilizzazione, si avrà anche l’effetto di rafforzare e conoscere le posizioni delle persone oneste.

Nel secondo caso il cittadino, deve verificare il metodo di compilazione delle liste elettorali. Una lista civica deve rispecchiare in pieno l’organizzazione partitica, ma deve esserne agli antipodi per quanto riguarda i metodi di scelta e d’operatività. La lista civica deve avere un leder, un’organizzazione, dei candidati e degli obiettivi di governo o di opposizione, a secondo del risultato. Quello che cambia è, il come, viene scelto o eletto il capo, o portavoce. Quello che deve essere chiaro, è il fine dell’organizzazione, che non deve essere, in nessun modo finalizzato sono alla propria perpetuazione. I candidati, devono aver ben chiaro, cosa si deve fare del bene pubblico, debbono essere scelti per quello che valgono non per “quanti voti portano”. Gli obbiettivi, devono essere pratici e concreti, facilmente riconoscibili nel loro successo o nel loro fallimento. I numeri al lotto lasciamoli a loro. Bisogna essere DIVERSI e non aver paura di perdere, se vincere le elezioni, significa essere una “fotocopia” della partitocrazia, perché la gente non dovrebbe scegliere l’”originale”?

La lista civica, non significa “armata branca leone”, non è dilettantismo politico non è una lista civetta. La lista civica deve essere, di per sé, un simbolo di rifiuto alla partitocrazia. Di per sé, scelta concreta di governo a qualsiasi livello. Lista civica, non è l’autoproclamarsi estranei ai problemi del comune vicino, della provincia confinante, di tutto il Sud o dell’intera Europa, ma la dichiara affermazione del fallimento dei partiti esistenti e la voglia di applicare da soli e in concreto, un sistema che può funzionare bene, anche per gli altri. La lista civica deve rispondere con la realtà dei fatti, alle parole inconcludenti delle astratte ideologie. Alla propaganda “assoldata”, deve rispondere, con la militanza dei suoi sostenitori. Un ritorno alla terra, alla propria terra. Chi conosce bene i problemi della propria comunità, ha il “metro di misura” , per conoscere i problemi del mondo.

Nando Dicè

E’ l’occasione che fa l’uomo democristiano?ultima modifica: 2008-02-20T18:55:21+01:00da insorgenza
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