Ceppaloni

Le cronache di questi giorni, hanno messo in risalto un paesino del Sannio. L’arresto della signora Mastella e le dimissioni di Clemente Mastella, hanno riportato alla ribalta Ceppaloni. Un paesino bellissimo che come tutti i paesini del Sud, STA MORENDO. Mentre Mastella si dispera, nei miliardi e mentre la moglie piange, nella sua piscina a forma di cozza, io penso al mio paese d’origine. Svuotato, mastello-dipendente, agonizzante. C’erano decine e decine di giovani a Ceppaloni quando eravamo bambini, ora solo case abbandonate. C’erano negozi, artigiani, vita, ora dopo 30 anni di “dominio” nulla, una massa di attendesti, in attesa del posto. Ma il “posto” non c’è più e quindi tutti ad emigrare. Ceppaloni è un paese di emigranti, quelli che sono rimasti lì, sono quelli che hanno avuto, o quelli che sperano ancora d’avere, i Sanniti veri, il popolo guerriero per eccellenza, sono emigrati. Mastella mi ha tolto i miei amici d’infanzia, ha rubato i miei ricordi, ha spezzato la gioia delle origini, nel mio quartiere con veduta sulla splendida vallata, domina il silenzio di n° 3 residenti ultra sessantenni. Lì dove da bambino non c’era spazio per giocare, tanti che n’eravamo, ora regna sovrano il silenzio. C’era un Castello a Ceppaloni, con il pozzo e la scala medievale, si giocava, si rideva. Oggi  c’è cancello che chiude il nulla, che tristezza, che malinconia. Mastella sarà stato pure ministro, ma Ceppaloni muore, ecco a cosa servono i ministri di questo stato al Sud. Ecco il piano criminale, ecco l’olocausto della mia gente. Chi è contro obbligato ad emigrare, chi resta obbligato ad elemosinare. Ecco l’erede di Cavour, ecco l’eterno colonizzatore che il Sud alleva dal 1861. Un capò moderno, che amerà sicuramente la sua famiglia, ma che non ha cuore verso chi emigrando ha dovuto spezzare la sua. Nei pomeriggi caldi l’unica cosa che “gira” a Ceppaloni e l’auto delle guardie carcerarie, che effettua sopralluoghi per la sua protezione, e gira, gira, gira con i nostri soldi, contro il nostro futuro. Come avvenne per mani pulite, io non posso che continuare a chiedermi, ma solo oggi la magistratura si è accorto di quello che stava succedendo? Servivano le telefonate, le intercettazioni, le indagini? Credo di no! Bastava vedere quanti nati a Ceppaloni, sono impiegati in ogni forma e maniera nello stato, nelle forze armate, nelle municipalizzate, nelle partecipate, nelle sottopartecipate, nell’indotto. Bastava indagare sui redditi di chi è restato, sulle licenze rilasciate, sulle feste di paese. Su quei squallidi cortei che accompagnavano le comparse dei coniugi Mastella, per le strade del paese. Strade piene solo con la loro presenza, strade vuote nei 364 giorni restanti. Ci sono strade rotte a Ceppaloni, franate da 3 anni almeno, ma che importa. Ci sono i rifiuti tossici scaricati sotto le strade a Ceppaloni, come dice la procura, ma che importa. Crescono cavoli alti un metro e mezzo ai cigli di quelle strade, ma che importa. Non importa nulla a nessuno, o si è con loro o si vuole essere “comprati” da loro o devi andare via, per te uomo libero, non c’è vita a Ceppaloni. Non invidio il loro potere, non invidio i loro soldi, i padroni della tangenziale di Napoli (l’unica tangenziale a pagamento d’Europa) guadagnano in un mese quello Mastella e compagni possono “guadagnare” in una vita. Quello che importa sono i risultati e i risultati per Ceppaloni sono chiari MORTE. Non faranno un giorno di galera, da destra a sinistra tutti stanno difendendo il “povero” Mastella. Oggi più che mai, il quadro è chiaro, da una parte i politici, i potenti, i colonizzatori, DALL’ALTRA il popolo. Io non ci riesco, non riesco ad avere pietà, non riesco a pensarla da democristiano. Io penso al mio paese, agli amici d’infanzia, al silenzio di un paese senza vita e grido basta. Io insorgo, diamogli quello che merita, se non la galera, perché in uno stato con la coscienza sporca, in galera non ci va nessuno, almeno il disprezzo, verso coloro che “uccidendo” il proprio popolo gridano “No. Mia moglie no!”. Caro ministro lei ha “gettato la spugna”, stia attendo al dove, perché a Ceppaloni lei è il sindaco e non c’è, la raccolta differenziata.

 Nando Dicè

 

Ceppaloniultima modifica: 2008-01-21T11:19:05+01:00da insorgenza
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6 pensieri su “Ceppaloni

  1. La storia di Ceppaloni è quella di tutto il Sud colonizzato, governato dai servi dei banchieri massonico-mafiosi del nord e dalla camorra.
    Nè shiavi, nè emigranti, il Sud sia un popolo di INSORGENTI!

  2. Cari “nemici” del Sud Italia , non arrendetevi ai Mastella di turno. Insorgete. A proposito bel nome INSORGENTI.

    cIAO Da Belluno.

  3. IL sud è un grande popolo, e Napoli in testa. Le tue osservazioni, caro marcello, sono più che giuste, ma credo che le peculiarietà da te evidenziate facciano parte del DNA del nostro popolo che, come tutti, ha i suoi pregi, ma anche i suoi difetti. Mi preme evidenziare come questa stessa popolazione “TAMARRA” con tutti i suoi difetti, è però capace, in alcune circostanze, di gesti di solidarietà fuori dal comune. Io credo, dunque, che il problema fondamentale sia la mancanza di un senso civico, l’inesistenza di un comune senso di appartenenza. Siamo un popolo che, purtroppo, non si riconosce nella “cosa comune”, ma anzi, la calpesta, la sfrutta, l’importante è “tirare a campare”. L’emblema di ciò è quello che sta succedendo per la raccolta dei rifiuti. Un paese civile avrebbe già organizzato una rivoluzione capace di dimostrare tutto il suo comune dissenso, noi invece non ci scomponiamo fino a quando la spazzatura non lambisce il nostro uscio. Comunque, quello che assolutamente non accetto, è la critica di chi, da sempre, ha sfruttato e speculato su questa situazione, ed ora ci attacca, come il “gallo sulla munnezza”, allora avete proprio ragione INSORGIAMO.

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