FERMO NAZIONALE DELL’AUTOTRASPORTO

Il governo resta completamente indifferente alle necessità del settore, l’intera categoria è ancora in attesa di ricevere le risorse previste e stanziate nella finanziaria dello scorso anno che non sono state ancora erogate. Gli operatori del settore proclamano lo stato di agitazione di fronte agli insostenibili tagli previsti nell’attuale finanziaria con la cancellazione di tutte le misure per il contenimento del costo del lavoro. Nessuna soluzione, viene proposta, per il continuo aumento del costo del carburante sul quale in Italia si paga un ricarico di tasse di oltre il 30% superiore alla media europea.

 Una intera categoria, quella degli autotrasportatori, si vede messa in ginocchio da una classe politica incapace di elaborare strategie di rilancio del settore,  il centro sinistra, a partire dal dal DL n.85 del 15/03/98, ha inanellato nel corso degli anni, una serie di provvedimenti nefasti: una maldestra liberalizzazione, l’introduzione di studi di settore completamente avulsi dai reali volumi remunerativi del settore e una ancora peggiore legge di riforma dell’autotrasporto che ha ingenerato soltanto la crescita dell’abusivismo ed il mancato rispetto delle regole e delle norme di sicurezza, colpe che ricadono sull’incompleta attuazione delle norme di liberalizzazione pattuite con i sindacati ma mai applicati da parte del governo come la mancata istituzione dei necessari controlli dei mezzi pesanti, e la suddivisione delle responsabilità su tutta la catena del trasporto, cioè caricatori, committenti e autotrasportatori; questa irresponsabile politica ha contribuito al moltiplicarsi dell’abusivismo che ha determinato contraccolpi esistenziali a tutte quelle aziende che, a costo di insuperabili sacrifici,  rispettano le regole.

In più qui al sud le ditte di autotrasporto devono confrontarsi con una completa mancanza di infrastrutture, tutti conosciamo la storia infinita che rappresenta l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, una criminalità sempre più aggressiva che mette a segno rapine e furti, l’immobilità della classe politica locale che non riesce a liberare spazi per il trasporto marittimo, resta infatti insabbiata la questione della darsena di levante, che porterebbe al porto di Napoli investimenti esteri e creazione di posti di lavoro così importanti in una città in cui il tasso di disoccupazione è elevatissimo.  

Questo governo è salito al potere in un momento di ripresa economica e trovandosi tra le mani un extragettito che in perfetto stile “pirati dei caraibi” hanno chiamato tesoretto, e come prima iniziativa e per una migliore spartizione delle risorse da parte dei partiti hanno spacchettato i ministeri con il conseguente moltiplicarsi di segretariati e sottosegretariati che rappresentano un seguito faraonico con il conseguente moltiplicarsi della spesa pubblica. 

Data l’irresponsabile inettitudine della politica governativa che sta spingendo al collasso, con una politica fiscale di rapina, un altro settore cardine dell’economia nazionale, che conta ormai in media 200.000 euro di indebitamento ad azienda, vanno imposte le immediate dimissioni non solo del Ministro Bianchi responsabile del dicastero dei Trasporti ma anche di tutti gli altri ministeri fantasma che si sono creati dalla riforma di spacchettamento dei ministeri e che rappresentano per la collettività solo una inutile spesa.

 

 

Turizio Michele

FERMO NAZIONALE DELL’AUTOTRASPORTOultima modifica: 2007-12-11T12:13:15+01:00da insorgenza
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3 pensieri su “FERMO NAZIONALE DELL’AUTOTRASPORTO

  1. la maifestazione è stata indetta dal Comitato vaolri collinari.
    insorgenza civile ha manifestato immediatamente la sua adesione appena e’ stato dato l’annuncio dell’iniziativa.
    successivamente, e del tutto autonomamente, ha annunciato la propria adesione anche il partito di storace.
    Nessun problema. anzi. va riconosciuto che si è trattato dell’unico gruppo politico ad avere manifestato contro il progressivo degrado della città.
    dobbiamo ripudiare ogni farisaica diffidenza in coloro che si schierano al nostro fianco. Non ci devono interessare i moventi, ma gli scopi verso i quali bisogna marciare uniti.
    la cosca politico mafiosa, quel perverso intreccio di poteri delinquenziali, politici e finanziari sono il nemico della città operosa e delle generazioni future. per loro nessuna indulgenza. Ora e sempre Insorgenza.

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