Liberare il Mediterraneo

Sud è mediterraneo, un binomi indissolubile per millenni, che ha visto nascere , crescere e morire intere , e vere civiltà. Civiltà libere.

Ma oggi per garantire ai popoli mediterranei progresso sociale, civile e culturale c’è bisogno di scelte, quando queste scelte non sono scelte singole ma riguardano popoli o più popoli, queste scelte si chiamano scelte politiche. Il che presuppone che per “progettare” il futuro del mediterraneo , bisogna essere liberi di scegliere, liberi di scegliere quello che è più consono ai popoli del mediterraneo, quello che più garantisca gli interessi dei popoli del mediterraneo, quello che più corrisponde all’evoluzione naturale della cultura mediterranea.

Ma siamo liberi?

La mia libertà ha fine , dove inizia la libertà altrui.

Secondo questa definizione di libertà, il mediterraneo ed i popoli del mediterraneo non sono liberi. In base al semplicissimo ragionamento che se le multinazionali, le lobby economiche e bancarie e i loro braccia armati travestiti da stati democratici, SONO LIBERI DI FARE TUTTO, I POPOLI DEL MEDITERRANEO SONO LIBERI DI FARE NULLA, quindi non sono liberi.

Ma quale politica per il futuro del mediterraneo possono decidere popoli che non sono liberi di scegliere secondo la propria coscienza e i propri interessi?

Nessuna, se non semplici aggiustamenti locali, di una politica decisa d altri,  in pratica come essere chiusi in cella , ma avere la libertà di dormire per terra o sul pagliericcio che hanno scelto per noi.

Il sud è un ponte sul mar mediterraneo, ma il Mediterraneo non è un mare libero.

Ad Ovest Gibilterra, cioè gli inglesi , cioè una delle nazioni europee che più di ogni altra ostacola l’unione Europea dei popoli e che per giunta con la sua politica Calvinista è mille miglia lontana dalla cultura mediterranea.

A sud il Canale di Suez, cioè la strada delle indie moderne, il petrolio, le multinazionali e nonché il loro braccio armato, gli americani.

Ad Est la Turchia, un fedele alleato degli americani e dei loro diritti basati sui solo interessi economici , che fa chiudere gli occhi ai mass media sulle stragi di Kurdi come o peggio di quelle di Saddam. Ma a prescindere dai Kurdi la Turchia di oggi non è certamente affine agli interessi mediterranei.

Al centro il problema Palestinese, in cui solo una guerra continua garantisce l’instabilità da cui la necessità continua di ingerenza nei fatti mediterranei di popoli e di interessi che mediterranei non sono. Popoli che appena alzano la testa, vengono ricacciati nella sabbia dalle bombe americane. Vedi Libia, Vedi Libano, Vedi Algeria, Vedi Egitto.

E a Nord del mediterraneo NOI! Una colonia a tutti gli effetti, privi di qualsiasi autonomia decisionale, una democrazia a parole, che nasconde nei fatti una terra ed un popolo ad uso e consumo delle banche, delle multinazionali, dei gruppi industriali del nord e delle loro emanazioni partitocratriche. Partiti che non essendo liberi non possono stabilire nessuna politica di interesse popolare e che per giunta amministrativamente ci mettono 2 settimane per risolvere i loro problemi (vedi legge sul falso in bilancio o sulle intercettazioni telefoniche) mentre non fanno nulla, ma proprio nulla  per risolvere i problemi del popolo se non continuare a tassare e tartassare.

Il mediterraneo non è più il Mare Nostrum, non è neppure un mare caldo è stato trasformato in un quadro geopolitico Congelato dagli interessi ostili ai popoli mediterranei.

 

Chi può dare oggi un futuro di libertà al mediterraneo?

 

Nando Dicè

Liberare il Mediterraneoultima modifica: 2007-11-17T18:06:34+01:00da insorgenza
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7 pensieri su “Liberare il Mediterraneo

  1. L’analisi per il sud invece sembra monca, ho visto le vostre bandiere ieri a poggioreale che pur poco visibili, mi hanno incuriosito.
    Il sud ha davvero bisogno del mediterraneo?

  2. Cerco caro Signor Staiano. Il sud ore vive alla “periferia” dell’Europa, tagliato fuori dal “centro” dalla politica colonialista dello stato italiano e con di fronte un mare che non unisce più. Nel pantano dell’isolamento non si vive si affoga e non per una retorica ormai stantia della necessaria globalizazione, la quale per inciso non è nè inevitabile , nè necessaria, ma per quella necessaria vita dei popoli che aspirano ad essere “civili”. Gli “stati nazionali” come ideati a tavolino con la rivoluzione francese spariranno, il sud prima o poi dovra avere un suo “spazio vitale”, e quale altro se non il Mediterraneo?

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