Indebitamento, banche e prodotti derivati ma non dai latticini

I prodotti derivati, dall’inglese Swap, sono degli strumenti finanziari che “derivano” le loro caratteristiche e il loro valore da altri prodotti sottostanti (underlying). Tali prodotti possono avere natura reale (si tratta di beni fisici come oro, petrolio, soia etc.) o finanziaria, in questo caso si fa riferimento ad un Indice di Borsa, ad una valuta, ad un tasso di interesse o ad una singola azione. Questi contratti stipulati da una moltitudine di piccole e medie imprese si sono rivelati il più delle volte in pesanti perdite finanziari. A tali perdite contribuiscono sia i plausibili andamenti avversi delle condizioni di mercato che le altrettanto plausibili ma spesso ingenti commissioni di intermediazione applicate, L’entità di tali somme, trattenute dagli intermediari come propria remunerazione economica, risulta però “invisibile” agli occhi di quelle aziende che non hanno strumenti analitici adeguati alla corretta valutazione finanziaria dei contratti stipulati. Questi tipi di contratti, a secondo del caso in cui siano stipulati in malafede o per negligenza, ha fatto la felicità o la disgrazia degli enti locali o meglio dei propri amministratori, perché chi stipula uno swap può nei primi anni incassare una determinata cifra ma a scapito degli anni successivi in cui si concentra la perdita, ad esempio il comune di Napoli che tra il 2004 e il 2011 incasserà una cifra pari a 70 milioni di euro e può quindi vantare in questo periodo un credito dovrà sborsare dal 2012 al 2025 la bellezza di 204 milioni di euro, quindi chi verrà dopo questa giunta si troverà indebitata fino al collo, e come unica opzione avrà di ritrattare gli swap spostando ulteriormente nel tempo il debito ma con il risultato di farlo aumentare esponenzialmente fino ad un futuro fallimento dell’ente. Nessuno scappa alle banche, sono indebitate le famiglie tra mutui e un credito al consumo pubblicizzato in modo sempre più ingannevole e allettante, sono indebitati gli enti, i comuni e le regioni, senza contare il debito pubblico italiano. Mi viene da pensare: “ ma con tutti questi debiti da pagare, quello che penso sia mio lo è davvero?” E se le banche all’improvviso decidessero di riscuotere tutto in tempi brevi? Ma come mai il denaro che dovrebbe essere solo uno strumento per semplificare gli scambi e che dovrebbe appartenere ai cittadini appartiene invece alle banche e si è trasformato un modo sempre più insidioso per trasformarci tutti in schiavi?

Turizio Michele

Identità Regionale Campania

Indebitamento, banche e prodotti derivati ma non dai latticiniultima modifica: 2007-10-17T11:50:00+02:00da insorgenza
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4 pensieri su “Indebitamento, banche e prodotti derivati ma non dai latticini

  1. il massacro popolare si sta consumando con i metodi dell’usura finanziaria. ll potere politico è soltanto il miserabile strumento del vampirismo della grande finanza.
    la vera usura è bianca come il colore dei colletti di chi, sapientemente praticandola, succhia il sangue delle nostre genti. Quello dell’anti- usura è il primo fronte sul quale Insorgenza civile combatterà la sua più esaltante battaglia!
    Carmine Ippolito

  2. Carmina è sempre più chiaro che c’è una netta divisione tra lavoratori, piccoli e medi imprenditori, artigiani e professionisti che generano richezza e tra banchieri e finanzieri che speculano su tale richezza con metodi sempre più ingannevoli e usurai, oggi più che mai non c’è altra via, non c’è altra scelta se non quella di insorgere.
    Turizio Michele

  3. PROBLEMA RELATIVAMENTE SEMPLICE. L’europa (la BCE) controlla i parametri del debito dei vari stati (succursali politiche) quindi questi ultimi, scaricano il disavanzo debitorio sulle amministrazioni locali, non sottoposte ai vincoli della BCE. Queste ultime, non fanno altro che “ricontrattualizzare” i debiti, attraverso altri debiti “spalmati” su un periodo più lungo di tempo e con cavilli, garanzie e giri finanziari da far sembrare ignorante il ministro Siniscalco. Risultato? Anche le regioni faranno come il terzo mondo……Chiederanno all’ONU (chissa perchè al’onu????) di cancellare il debito. Quest’ultimo cancellerà con tanto buonismo gli interessi sul debito, in cambio della piena espropriazione economica e identitaria delle varie regioni.

    Il problema per i “moderni” non sono più gli stati-nazione, ma sono le realtà più piccole, le piccole patrie…….. essi per “liberarli” dagli ultimi scampoli di “potere” reale e di velleità sovrane, non conoscono che due modi. Una è la guerra (in nessun paese liberista e liberale, questo sistema economico è stato scelto con il voto, ma sempre imposto con la violenza e ratificato dai vincitori) l’altro è il killeraggio economico.

    E chi si rifiuta? A Napoli dopo 10 anni di Bassolino, quest’ultimo si era venduto pure il Vesuvio, cosa doveva fare Jevolino?

    Due scelte.
    Dire Cari amici ;, questo sistema economico è insanabile, se avessimo ogni anno un avanzo di cassa del 40% rispetto al disavanzo del 14% che abbiamo oggi ci vorrebbero 405 anni solo per estinguere gli interessi, diamo alle banche per la gestione infame dei nostri amminstratori precedenti, per la minaccia armata degli americani e per la truffa del signoraggio, l’85% di quello che lavoriamo. Se pure ci liberassimo dello stato Italiano e quindi potessimo “dare” alle banche il 70% della nostra produzione e tenere per noi il 30% lo stesso dovremmo per conservare lo stesso sistema e modello di vita chiedere altri prestiti………

    Vogliamo fare una cosa….ora non paghiamo più a nessuno, cosi le banche m’ammazzano come Hitller e Kennedy, i miei assessori non solo non sistemano i figli, i nipoti e se stessi, ma vengono ripudiati dai loro segretari di partito, tacciati di pedofilia dalla stampa e lasciati dalle moglie che vogliono le vacanze firmate. E tutti i consiglieri verranno tacciati dalla stampa (cor sera) di essere dei comunisti e dal prossimo Di Pietro di turno verranno accusati di appartenere a logge massonico fasciste eversive.

    L’altra risposta era; Ma ora sai che faccio, me lo spalmo anch’io il debito, così tuti sono contenti. Le banche che aumentano il loro potere, la finanza che pian piano si mangia pure se stessa, la gente si abituerà a fare qualche sacrificio in più………….nesuno si fa male, i bambini saranno contenti con la “play-station 44” e piano piano saremo tutti più liberi…perdò, americani.

    bel dilemma davvero…………………..Tu che leggi cosa avresti fatto?

  4. Non sono d’accordo con la tua presa di posizione contro gli americani, 1° perchè l’intento non è quello di trasformarci in americani ma in schiavi, 2° fu proprio un loro presidente(JFK) che cercò di far inghippare questo sistema quindi anche loro sono un popolo oppresso almeno quanto noi.

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