BASTA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA

La responsabilità delle società di calcio per le violenze dei tifosi non deve più essere un automatismo. L’individuazione dei singoli responsabili quale condizione per evitare la penalizzazione dei clubs. La responsabilità oggettiva come sistema sanzionatorio sussidiario. Rivolgiamo un appello alla federcalcio per la riforma degli attuali meccanismi disciplinari mediante l’introduzione di criteri di imputazione che incentivino i tifosi ad isolare i balordi denunziandoli.
La frittata è fatta, ormai è inutile stare a recriminare sulla decisione all’insegna dei due pesi e delle due misure adottata dagli organi disciplinari della ferdercalcio che ha indubbiamente penalizzato la compagine napoletana contribuendo, certamente in qualche misura, a determinare i presupposti della immeritata sconfitta casalinga con il Genoa.
Dolersi del fatto che ad altre società militanti nella massima serie non è stato riservato analogo trattamento sanzionatorio, pur in presenza di comportamenti delle rispettive tifoserie ben più gravi di quelli posti in esser al San Paolo, è una doglianza che, seppure non priva in se stessa di un qualche fondamento, non convince e serve soltanto ad alimentare quel deleterio senso di vittimismo ed autocommiserazione che rappresenta l’esatto contrario di quello che occorre per andare al cuore del problema con il necessario piglio risolutivo.
Insistere su questa strada, del resto, espone alla plausibile obiezione secondo la quale meritevole di critica non è l’eccessiva severità che ha ispirato il provvedimento con il quale è stato disposto che la partita casalinga del Napoli si disputasse a porte chiuse, ma la mancata adozione di provvedimenti analogamente rigorosi nei confronti di altre compagini i cui sostenitori, di recente, erano riusciti nella miserabile impresa di far parlare di se per comportamenti che inutilmente andremmo a ricercare nell’almanacco delle giovani marmotte.
La misura ormai è colma. Le società calcistiche, gli abbonati e gli appassionati di sport non possono continuare ad essere ingiustamente e pesantemente penalizzati per l’insostenibile stupidità di psicopatici che non trovano di meglio che andare allo stadio per riempire di mirabili imbecillità il loro deserto esistenziale. Tutto ciò è non ulteriormente tollerabile.
E’ matura l’ora per rivolgere un appello alla ferdercalcio affinché si ponga mano alla revisione dell’ordinamento sportivo e dei regolamenti disciplinari nella parte in cui prevedono la responsabilità oggettiva delle società, che gestiscono squadre di calcio militanti nelle serie maggiori, nelle ipotesi di condotte antisportive ovvero di istigazione all’odio od alla violenza negli stadi o nelle loro vicinanze.
Occorre riconoscere che la responsabilità oggettiva delle società di calcio, nei termini in cui è attualmente prevista dalla giustizia sportiva, rappresenta un meccanismo iniquamente punitivo e inutilmente penalizzante unicamente nei confronti di soggetti del tutto incolpevoli ( società, squadre e abbonati) rispetto ad episodi di vandalismo, violenza ed inciviltà posti in essere da gruppi di balordi .
Non è irragionevole ipotizzare che talvolta i meccanismi sanzionatori di responsabilità oggettiva siano anche camorristicamente assurti, per iniziativa di gruppi più spregiudicati, a veri e propri strumenti di ricatto nei confronti della dirigenza di talune società sportive. E non può ragionevolmente ritenersi esigibile dalle società di calcio la predisposizione di adeguate misure di contrasto rispetto a dinamiche di tale matrice, considerato che è sufficiente l’utilizzo improprio di un “contenitore di yogurt” per determinare la squalifica del campo ed ingiuste penalizzazione dei clubs e dei tifosi. Si tratta, infatti, di fenomeni la cui attività di prevenzione in tanto può essere attribuita alle società sportive in quanto si arrivi a riconoscere che le stesse si spingano sino ad inibire la vendita di qualsivoglia bevanda sulle tribune, accettando i concreti rischi di disidratazione massa conseguenti.
Sul piano dei risultati deve riconoscersi, peraltro, che l’applicazione di tale meccanismo disciplinare non ha fatto registrare alcun esito soddisfacente: la violenza, dentro e fuori gli stadi, è andata assumendo, progressivamente, dimensioni sempre più allarmanti e forme sempre più difficilmente controllabili ed aggressive.
Pensiamo, invece, ad una responsabilità oggettiva delle società di calcio, concepita non più quale un sistematico automatismo sanzionatorio per gli insulsi comportamenti di pochi facinorosi, ma come un istituto cui ricorrere in via residuale e sussidiaria solamente nelle ipotesi in cui non siano individuati i singoli responsabili delle condotte antisportive consumate durante le gare agonistiche, ovvero nelle ipotesi in cui risulti impossibile la individuazione delle personali responsabilità nella perpetrazione delle violenze.
Troppo spesso, e sempre più frequentemente, abbiamo assistito, sugli spalti del San Paolo, ad ogni sorta di inverosimile stupidità che ha finito per inaccettabilmente penalizzare gli sforzi di una società e degli atleti che stanno, ammirevolmente, tenendo fede agli impegni assunti con la città.
La sussidiarietà della responsabilità oggettiva richiama anche il pubblico e gli appassionati di calcio alle proprie responsabilità : tale meccanismo sanzionatorio consente, infatti, di evitare penalizzazioni ai clubs per atti di teppismo laddove i responsabili vengano individuati e assicurati alle autorità di giustizia ordinaria, premiando, in tal modo, il comportamento dei supporter che denunziano i colpevoli delle insopportabili prodezze. La sussidiarietà della responsabilità oggettiva può mettere in moto, dunque, quella reazione collettiva virtuosa e diffusa che, incentivando concretamente il pubblico degli stadi ad assumere comportamenti civicamente esemplari ed aiutando l’autorità di polizia ad individuare gli autori degli illeciti, rappresenta il migliore e più efficace antidoto per combattere e neutralizzare quel clima di tacita complicità od implicita connivenza su cui fanno leva le circoscritte frange di esagitati ed inutili idioti.
Avv. Carmine Ippolito
Avv. Vanni Cerino
Avv. Vincenzo Romano
Avv. Salvatore Branno

BASTA RESPONSABILITA’ OGGETTIVAultima modifica: 2007-10-03T15:35:00+02:00da insorgenza
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6 pensieri su “BASTA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA

  1. il movimento insorgenza civile deve attivarsi ancora di più per mettere a punto la responsabilità oggettiva dei club mediante una raccolta di firme tra il tifo sano delle società di calcio

  2. il movimento insorgenza civile deve attivarsi ancora di più per mettere a punto la responsabilità oggettiva dei club mediante una raccolta di firme tra il tifo sano delle società di calcio

  3. fondamentalmente, parlando da tifoso del napoli, non condivido il metodo del “2 pesi 2 misure”, comunque secondo me le misure preventive andrebbero riviste. a che servono tornelli e controlli specifici a singoli tifosi? le società dovrebbero essere più severe, una volta individuati, con questi pseudotifosi. condivido e sottoscrivo pienamente l’iniziativa: la responsabilità oggettiva non può compromettere i risultati sportivi.

  4. sottoscrivo l’appello di insorgenza civile, le colpe dei balordi non possono ricadere sempre sulla Napoli civile e sugli appassionati di calcio. il pubblico deve fare la sua parte e denunziare chi commette illeciti, violenze ed ogni forma di idiozia ed inciviltà. la responsabilità oggettiva delle società di calcio è un fallimento perchè non ha determinato alcuna regressione dei fenomeni che avrebbe dovuto contrastare.
    basta con l’impunità dei balordi e sanzionare come aggravante la perpetrazione di violenze dentro od in prossimità dei luoghi che ospitano manifestazione sportive.

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