25/05/2009

COMUNICATO STAMPA - NAPOLI 23/05/09

Comunicato Stampa

Insorgenza civile annuncia esposto sulla distrazione dei fondi destinati al Mezzogiorno e chiede l’intervento della magistratura.

L’avv. Ippolito: in difesa del Sud l’unica voce autorevole è quella del Presidente Napolitano.Che non resti inascoltato il monito del Capo dello Stato

 

Insorgenza civile interviene sulla questione – sollevata dal recente intervento del Capo dello stato On. Giorgio Napoletano – relativa all’utilizzo dei fondi europei destinati alle aree del mezzogiorno: l’avv. Ippolito – fondatore del movimento civico campano - e l’Architetto Nando Dicè - candidato alla presidenza della Provincia d Napoli per Insorgenza civile - chiedono l’intervento della magistratura ed annunziano la presentazione di un esposto all’Autorità giudiziaria sulla vicenda.

“Non è la prima volta – ha commentato l’avv. Carmine Ippolito – che il Presidente della Repubblica manifesta scrupolosamente preoccupazione e perplessità circa l’avvenuta distrazione di ingenti importi che l’unione Europea aveva messo a disposizione delle regioni meridionali trattandosi di fondi ( FAS) sottoposti al vincolo di destinazione delle aree sottoutilizzate”. “Insorgenza civile – aggiunge il candidato alla presidenza della provincia Nando Dicè – ha valutato, pertanto, necessario predisporre un esposto sulla questione affinché la magistratura possa operare quei controlli di legittimità necessari verificare trasparenza e correttezza in ordine all’impiego di risorse finanziarie che risultano essere state destinate a scopi diversi rispetto alle finalità cui erano destinate e che sono state sottratte al rilancio dell’economia meridionale”. “ Il ceto politico dominante è rappresentativo unicamente delle aspettative delle regioni settentrionali – conclude Ippolito – e non si fa scrupolo di perseverare nell’ignobile opera di spoliazione e saccheggio di cui il Meridione è drammaticamente dall’istituzione dello stato unitario. In difesa del Sud si leva autorevolmente soltanto la voce del Capo dello Stato. Insorgenza civile impedirà che resti inascoltato”.

19/05/2009

Se ti convincono che nulla può cambiare nulla cambierà!

Se ti convincono che il sistema è questo e che bene o male ti devi adeguare hanno già vinto! Una vittoria facile facile, a mani basse. Ma noi non lo permetteremo!

La Provincia di Napoli è una discarica a cielo aperto, un letamaio che produce infezioni e provoca tumori, dove stanno spuntando come funghi velenosi gli impianti della morte. Li chiamano termovalorizzatori, ma non valorizzano un bel niente! Sono solo inceneritori, causa di tumori e leucemie, punto e basta! Chi sostiene il contrario è in malafede.

L’emergenza rifiuti non è finita, la propaganda del “papi” non può dissimulare una realtà vissuta da tutti noi che in queste maledette terre ci viviamo, che questa aria la respiriamo, che i cibi di queste terre li mangiamo.

Un territorio infestato di amianto e di rifiuti tossici di ogni tipo, saccheggiato dagli interessi criminali della camorra sovente in combutta con i colletti bianchi della politica. Li chiamano “onorevoli” , ma fateci il piacere…!

Sempre pronti a gridare come verginelle impaurite quando la giustizia prova a castigarli, puntualmente i soliti squali si ripropongono come il nuovo, come il cambiamento ecc..ecc.. Ma sono gli stessi di sempre.

Questi sorci, pronti ad azzuffarsi per una delega ai lavori pubblici, per un appalto o per il posto nel Cda di una società, hanno consegnato il nostro territorio alla microcriminalità, hanno abbandonato a se stessi i commercianti annichiliti dai centri commerciali, hanno umiliato e bastonato i disoccupati e le famiglie povere. I nostri figli sono costretti a studiare in edifici fatiscenti e pericolanti per mancata ristrutturazione; le strade sono abbandonate al più vergognoso degrado ed alla mancanza di un’adeguata illuminazione e manutenzione del manto stradale.

Al diavolo la loro ipocrisia , al diavolo il teatrino della propaganda.

Milioni di euro spesi per riempire la nostra Provincia con facce da ebeti sorridenti.

Ma che cosa avranno mai da ridere questi pagliacci senz’anima, che ammiccano ilari e gaudenti dai loro costosi 6 per 3? A noi fanno solo schifo!

Poveri d’animo pronti a ripeterci sempre la stessa litania, a promettere un cambiamento che non realizzeranno mai. E lo sapete perché? Perché a loro del bene pubblico non interessa una emerita mazza. Come imprenditori sciacalli investono su se stessi, ai nostri danni . La loro campagna è un investimento a rendere.

Perché mai spendere tanti milioni di euro per una corsa elettorale? Per puro volontariato politico? Per il bene del popolo? O forse per mettere le mani su qualche appetibile appalto pubblico, diciamo, per esempio, i fondi per la bonifica del territorio?

Noi denunciamo il malaffare della politica, noi denunciamo il malcostume che domina sovrano nella sedicente classe dirigente politica napoletana. E si badi , senza distinzione fra destra e sinistra.

Il primo alleato del bassolinismo è da sempre proprio quel centrodestra che oggi si presenta come il nuovo, il quale è stato invece, in questi lunghi anni di morte civile della Campania, sempre alleato cert0 e sicuro, attore non secondario del consociativismo clientelare che ha sostenuto il regime di Palazzo S. Lucia negli ultimi quindici anni.

Siedono divisi per fregarci uniti, questo è il concetto! E di casi ne potremmo citare parecchi! L’inchiesta della Procura di Napoli avverso i vertici di Equitalia Polis ( ex Gest-line) vi dice niente?

D’altronde altro non è che la logica della Casta che tutela sempre se stessa!

Noi dobbiamo contrastarli, impedire che il giochetto di questi cialtroni affaristi duri in eterno. E’ una lotta di popolo contro una cricca di ladri.

Per queste elezioni provinciali il movimento di Insorgenza Civile di Napoli ha chiesto a noi del Comitato Civico Cittadini di Caivano di proporre un candidato.

Un candidato che rappresentasse il cambiamento. Il patto è chiaro. Combattere i vecchi politicanti e i loro figli e famigli. Creare una rottura, uscendo dalle logiche clientelari cui ci hanno abituato.

Utilizzare la corsa elettorale per continuare l’attività di denuncia sociale, utilizzare tutti gli spazi per mettere in difficoltà questi ladroni, smascherare le loro bugie, costringerli a confrontarsi con la gente impedendogli di bluffare.

Si tratta di un compito duro ma necessario.

A simbolo della nostra lotta abbiamo deciso di candidare Mafalda Insigne, detta Alda

Alda è una giovane ragazza di 27 anni fra le più tenaci attiviste del nostro Comitato.

Una laurea in scienze sociali conseguita col massimo dei voti ed il coraggio di crescere da sola un figlio, avuto a poco più di 18 anni.

Sì, Alda è ragazza madre. Una donna che avuto la forza di sfidare i pregiudizi e le difficoltà, di crescere un figlio e di continuare a studiare. Una giovane donna piena di grinta, forza, ottimismo, che per mantenere il suo bambino è stata costretta da sempre anche lavorare. Lavori umili esercitati con una grande dignità. Una dignita di donna! Donna vera, capace anche di aiutare gli altri. Perché solo chi soffre capisce i patimenti altrui.

Infatti nonostante le difficoltà che la vita quotidiana le mette di fronte, trova sempre l’entusiasmo e la voglia di stare tra la gente, di aiutare, facendosi amare da tutti quanti la incontrano. Un cuore puro e disinteressato capace di trasmettere gioia e voglia di vivere.

Non c’è per noi bandiera migliore. Veniamo dal popolo e andiamo verso il popolo per affermare i diritti della nostra terra e della nostra comunità.

La nostra lotta continua al fianco degli oppressi e degli sfruttati, sempre!

Insorgere è giusto!

15/05/2009

Programma amministrativo per le provinciali

Il Movimento di Insorgenza Civile, nato alcuni anni fa sotto forma di aggregazione spontanea di persone con l’intento specifico di recuperare tradizioni, cultura e valori del Sud, si è di recente trasformato in associazione senza scopo di lucro e, infine, in un movimento politico, per realizzare, i suoi obiettivi.

Tre i valori fondanti del Movimento di Insorgenza Civile: il recupero dell’identità e la valorizzazione delle tradizioni e dei beni culturali e paesistici dei territori del Sud; la protezione e lo sviluppo della produzione locale; il recupero della verità storica in relazione alle vicende che portarono all’annessione del Regno delle Due Sicilie allo Stato italiano. Sulla scorta di questi valori il Movimento di Insorgenza Civile ha sviluppato il programma amministrativo per le elezioni 2009 alla provincia di Napoli, individuando  gli obiettivi da realizzare nell’ambito delle competenze dell’ente provinciale indicate nello Statuto, nelle norme costituzionali e di legge.

1)     Storia patria, cultura, beni culturali e turismo

 

Il Movimento di Insorgenza Civile propone innanzitutto il recupero e la valorizzazione della storia patria, delle tradizioni locali e del turismo. Si evidenzia che la salvaguardia e la promozione della lingua napoletana, già prevista come principio fondamentale dall’articolo 4 comma 2 dello Statuto della Provincia di Napoli, non è stata attuata dall’amministrazione uscente e tantomeno dalle precedenti.

Altro intento è quello di realizzare, sviluppare e promuovere la raccolta e la codicizzazione delle leggi del Regno delle Due Sicilie e di diffondere e valorizzare la storia delle istituzioni di uno dei regni più gloriosi e antichi d’Europa. Si intende inoltre promuovere la realizzazione in lingua napoletana di opere artistiche e letterarie, di raccogliere  nonché di tradurre in napoletano informazioni istituzionali, anche mediante cartelloni informativi in lingua e doppie indicazioni toponomastiche, per il recupero delle tradizioni storiche della nazione partenopea.

Analogamente, il Movimento di Insorgenza Civile propone di valorizzare e tutelare la canzone napoletana come patrimonio non solo locale ma nazionale.

Il Movimento di Insorgenza Civile intende sviluppare un programma di interventi per la manutenzione e restauro dell’immenso patrimonio artistico e monumentale della città di Napoli e della provincia, unico al mondo per dimensioni, eccellenza ma anche degrado. In tale ambito appare primaria la riqualificazione dell’intero sistema museale, la valorizzazione del Museo di Pietrarsa e di tutti gli altri luoghi e simboli dell’antico e glorioso regno delle Due Sicilie. Infine il Movimento di Insorgenza Civile propone di far realizzare dalla Provincia di Napoli un’opera di inventariazione e catalogazione dei beni culturali inaccessibili sinora al pubblico, perché chiusi, abbandonati o inagibili.

Gli effetti benefici degli interventi in materia di protezione, tutela e valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e dell’intera cultura napoletana non potranno che incrementare l’afflusso turistico nell’area della provincia, attualmente ai minimi storici, e creare nuove occasioni di lavoro.

 

2)     Servizi sociali

 

Il Movimento di Insorgenza Civile, evidenziando la scarsa o mancata applicazione delle disposizioni dell’articolo 11 dello Statuto della Provincia di Napoli, propone di implementare il sistema di assistenza sociale, realizzato mediante le associazioni di volontariato , le onlus ed analoghi enti senza scopo di lucro, per la promozione dei beni culturali e la formazione professionale dei giovani, tramite il finanziamento, il monitoraggio ed il censimento degli stessi enti, in un’ottica di coordinamento e sviluppo della formazione sociale. Tale obiettivo andrà a realizzarsi innanzitutto con l’istituzione di un fondo speciale da destinare a favore delle organizzazioni suddette e da distribuirsi secondo un criterio meritocratico e non clientelare.

 

3)     Comunicazione istituzionale

 

Il Movimento di Insorgenza Civile ritiene insufficiente il sistema di comunicazione istituzionale applicato attualmente dalla Provincia in violazione dell’articolo 12 del suo stesso statuto. Propone pertanto di rendere realmente efficiente lo strumento di accesso ai servizi pubblici tramite web, la pubblicazione di tutte le iniziative promosse o finanziate dall’ente, anche in lingua napoletana, in applicazione del principio costituzionale della trasparenza della pubblica amministrazione. Il Movimento di Insorgenza Civile intende analogamente implementare quel processo di democrazia diretta, pur previsto dalle norme statutarie ma mai applicato (referendum, consultazione popolare, istanze, petizioni, proposte e difensore civico)che rappresentano uno strumento indispensabile per avvicinare la popolazione alle Istituzioni.

4)     Ambiente e territorio

 

Il Movimento di Insorgenza Civile denuncia il totale abbandono e il drammatico degrado dei territori della Provincia e della Regione, delle acque, dell’aria, del mare: in sintesi, dell’ambiente. Propone pertanto di realizzare interventi massicci di difesa e bonifica dei territori e delle acque inquinate da decenni di discariche abusive come solo parzialmente evidenziato dai recenti scandali sul ciclo dei rifiuti. Propone altresì di tutelare e sviluppare il sistema delle acque minerali e termali, costituenti un immenso patrimonio paesaggistico ed ambientale delle nostre terre (a titolo meramente esemplificativo si citano l’area Flegrea, quella di Castellammare di Stabia, Agnano, Ischia). La Provincia dovrà inoltre tutelare la popolazione dall’inquinamento acustico, proponendo e realizzando interventi per la riduzione del fenomeno dannoso dell’area circostante l’aeroporto. Urgenti interventi sono indispensabili per la riduzione del medesimo fenomeno da parte dei mezzi di trasporto pubblico, il ripristino di un ambiente salubre nelle aree circostanti la tangenziale di Napoli, le strade urbane, provinciali e statali incidenti sul territorio della provincia. In seguito si provvederà anche a un inventario di tutte le fonti di emissione di sostanze inquinanti.

La tutela dell’ambiente passa anche per la tutela delle risorse geotermiche, per le quali l’ente ha altresì le competenze in tema di ricerca, sviluppo e concessioni per lo sfruttamento, nonché di vigilanza sull’applicazione delle norme di polizia mineraria.

Per ciò che concerne le risorse idriche, il Movimento di Insorgenza Civile si dice apertamente contrario alla privatizzazione delle risorse idriche del sottosuolo e del sistema delle acque pubbliche potabili e propone la realizzazione di opere anche co-finanziate per la tutela e la gestione delle risorse del sottosuolo.

Nell’ambito delle competenze sul territorio, il Movimento di Insorgenza Civile propone di avviare un controllo a tappeto sulle costruzioni pubbliche e private nelle zone sismiche a maggior rischio, con particolare attenzione all’edilizia scolastica attualmente in condizione di forte degrado, sia dal punto di vista della collocazione di tali strutture, che sotto quello della prevenzione delle calamità. Sempre nell’ambito delle competenze provinciali sull’edilizia scolastica e sull’istruzione, andranno promosse attività idonee al raggiungimento della pari dignità e della realizzazione integrale dei diritti della personalità degli alunni portatori di handicap, di disagio sociali e dei minori in genere. Tali competenze andranno dettagliate nell’ambito del piano territoriale di coordinamento provinciale. Analogamente andranno proposte e sviluppate opere di protezione civile e di educazione civica, anche in lingua napoletana.

La tutela dei parchi esistenti, con particolare attenzione a quello del Vesuvio, e l’istituzione di nuovi parchi pubblici fruibili dalla collettività, rappresentano uno degli obiettivi primari del Movimento di Insorgenza Civile.

 

5)     Trasporti e viabilità

 

Il Movimento di Insorgenza Civile propone di proseguire il monitoraggio e il censimento di tutte le strade di competenza provinciale, anche proveniente dalla cessione del demanio pubblico e ripristinare le condizioni di sicurezza delle medesime sollecitando gli altri enti per quanto di loro competenza a fare altrettanto. Ciò in considerazione delle indecorose e pericolose condizioni in cui versa la maggior parte delle strade cittadine e provinciali. In seguito appare opportuno anche l’adeguamento delle tariffe di pubblicità sulle strade provinciali.

 

6)     Sanità

 

Il Movimento di Insorgenza Civile si è già distinto per interventi di protesta e manifestazioni contro gli scandali sul ciclo dei rifiuti in Campania e intende riproporre in sede istituzionale la necessità di interventi più attenti in materia sanitaria. In particolare appare indispensabile il monitoraggio delle condizioni di salute dei cittadini che vivono o hanno vissuto in prossimità dei luoghi altamente inquinati, trasformati in discariche abusive a cielo aperto, nonché la verifica delle condizioni di salute di tutti coloro che sono stati o si sentano direttamente o indirettamente danneggiati dalle sostanze tossiche emesse dai cumuli di rifiuti non raccolti, giacenti per strada per diversi mesi e dati alle fiamme. Si intende porre particolare attenzione alla tutela delle condizioni igienico sanitarie degli operatori che sono intervenuti e che intervengono nell’ambito del ciclo di raccolta dei rifiuti, quali ad esempio le forze dell’ordine, gli operatori ecologici, i vigili del fuoco e tutte le categorie coinvolte nel soccorso nei periodi d’emergenza.

 

7)     Lavoro

                                

La tutela dell’ambiente e il suo sviluppo, per quanto di competenza della Provincia, devono essere sostenute con interventi di finanziamento delle iniziative che abbiano ad oggetto le seguenti materie. Dalla difesa del suolo, dalla bonifica dei territori, dal corretto sfruttamento delle acque minerali e termali, dalla creazione di impianti termici e nuove energie alternative e rinnovabili, dal rilancio del turismo come risorse imprescindibile, nasceranno  nuove e molteplici opportunità occupazionali per i giovani cittadini della Provincia. Dalla corretta gestione e dal nuovo sviluppo della tutela dei beni culturali nasceranno nuovi profili professionali, realizzando nel mondo del lavoro l’inserimento dei tanti giovani specializzati nel settore della tutela dei beni culturali e paesaggistici, di cui Napoli e le sue università conservano una forte tradizione.

Il Movimento di Insorgenza Civile, ben conoscendo le competenze dell’ente in materia di incentivazione e sviluppo dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’industria, si propone di implementare le occasioni di finanziamento di tali settori in un’ottica di protezione della produzione locale, contro l’irrigidimento del sistema produttivo globalizzato, rispetto a merci provenienti da Paesi e da aree del mondo in cui l’unica motivazione della competitività è rappresentata dallo sfruttamento dell’uomo e della sua dignità.

Infine il Movimento di Insorgenza Civile propone di modificare l’articolo 46 dello Statuto della Provincia di Napoli che consente liberamente la copertura di posti vacanti di direzione delle strutture o di alta specializzazione, al di fuori della dotazione organica, mediante contratti a tempo determinato. Tale modifica appare opportuna allo scopo di restituire legalità e trasparenza al sistema delle assunzioni pubbliche recuperando il meccanismo concorsuale, più consono ad una pubblica amministrazione.

Il Movimento di Insorgenza Civile inoltre propone di limitare al minimo indispensabile l’istituzione di Aziende speciali e società miste a partecipazione pubblica, per ridurre al minimo il meccanismo vizioso delle assunzioni clientelari e in prospettiva della futura applicazione del Federalismo fiscale, che abolirà la Provincia di Napoli sostituendola col nuovo ente Città Metropolitana.

 

8)     Espropriazioni e lavori pubblici

 

Il Movimento di Insorgenza Civile  si pone l’obiettivo di promuovere ed ottenere la riconversione ed il recupero delle tante aree industriali dismesse, urbane o extra-urbane prive di pregio architettonico per procedere a un nuovo risanamento delle medesime e alla trasformazione in strutture di edilizia residenziale o di gestione dei servizi sociali, pubblici e di volontariato, ovvero in spazi e parchi pubblici nell’ambito delle proprie competenze. Infine il Movimento di Insorgenza Civile propone di modificare e semplificare i meccanismi di acquisizione e destinazione dei beni sequestrati alla camorra ed alla delinquenza in genere, sempre in un’ottica di riconversione degli spazi dedicati ai servizi pubblici, parchi, musei.

 

9)     Legalità

 

Il Movimento di Insorgenza Civile propone il recupero della legalità e del senso civico attraverso la diffusione di una raccolta dei principi di educazione civica, redatto anche in lingua napoletana, per diffondere e ripristinare le regole minime di convivenza civile, che includa anche una serie di regole rivolte ai pedoni.

Il Movimento di Insorgenza Civile propone inoltre l’estensione della videosorveglianza, in collegamento con le forze dell’ordine, nelle nuove zone a rischio di criminalità, in considerazione della migrazione della medesima da quelle sottoposte a maggiore controllo.

 

Il Movimento di Insorgenza Civile è persuaso dall’idea che vivere a Napoli e nella Provincia o nella nuova Città Metropolitana debba tornare a significare vivere bene, non esser costretti ad emigrare, in pace con la propria coscienza civile, consci dell’enorme bagaglio culturale di settecento anni di storia del Regno delle Due Sicilie.

21/04/2009

L’immigrazione intraeuropea: una questione da affrontare

Il massacro della discesa Gaiola, che ha visto spietatamente trucidati gli anziani coniugi Ambrosio, atterrisce, sgomenta ma non stupisce affatto.

Le cronache dei giornali sono un bollettino di episodi raggelanti connotati da una violenza inusitata e sproporzionata rispetto all’entità dei bottini dei colpi portati a termine da feroci bestie criminali.

Nelle stesse ore, mentre un gruppo di albanesi pestava a sangue un negoziante di Cinisello Balsamo che reagiva sparando ad uno dei rapinatori, in provincia di Torino e Vicenza a due famiglie toccava la stessa drammatica sorte: legate, picchiate a calci e pugni e spogliate dei lori beni nelle loro abitazioni. Rapinatori che vengono dall’Est, secondo l’ipotesi investigativa, anche in tali episodi .

A Napoli, il feretro del povero Tagliaferri - ventenne napoletano cui era stata impietosamente recisa l’arteria femorale per un “apprezzamento di troppo” - giaceva ancora caldo e le agenzie di stampa già diramavano l’ennesima agghiacciante perla metropolitana: quella del massacro dei coniugi Ambrosio.

Entrambe le imprese sono opera di balordi ed entrambe rivendicano, di diritto, una collocazione di vertice nell’infinita storia universale dell’infamia.

La prima si iscrive nel genere Pulp Fiction all’ombra del Vesuvio: un fenomeno di involuzionismo della specie che registra una progressiva regressione, dalla condizione umana a quella animale, e che meriterebbe una approfondito studio degli esperti di antropologia.

La tragedia di casa Ambrosio, invece, viene da lontano. Non potevano bastare i balordi nazionali, l’emarginazione e la criminalità extracomunitaria. Mancava ancora qualcosa per render veramente completo il panorama criminale partenopeo: la barbara crudeltà che si annida nei flussi migratori provenienti da quei paesi che, fino alla caduta del muro di Berlino, erano oltre cortina di ferro e dove l’annichilimento di settanta anni di ateismo di stato non potevano che lasciare un segno profondo nella personalità di tali genti.

Quella intraeuropea è, infatti, la matrice immigratoria attualmente più insidiosa. Gli stati nazionali non dispongono di alcun efficace strumento di filtro e di contenimento onde monitorare tali ingressi di popolazione straniera dovendo consentire la libera circolazione delle persone nei Paesi aderenti all’Unione.

Spaventosa contraddizione: l’Italia, nel mentre registra uno dei più modesti livelli di crescita economica nell’Europa a 27 nazioni, si colloca, contemporaneamente, al primo posto nella Ue per l’inarrestabile aumento dei flussi di immigrazione all’interno dei suoi confini.

Gli immigrati regolari sono attualmente oltre 3.700.000. Una vera e propria nazione nella nazione. L’incremento degli stranieri, negli ultimi anni ed in concomitanza con l’allargamento della UE ai paesi ex comunisti, è stato spaventoso ed incontrollabile. Un dato su tutti deve far riflettere: soltanto nel 2006 i nuovi arrivi sono stati 700.000. Una enormità, tanti quanti erano in tutto gli stranieri regolari nel nostro paese soltanto fino a 7 anni fa.

L’allargamento dell’Unione Europea ha determinato un radicale mutamento sull’andamento dei flussi di immigrazione provenienti in Italia.

Al contrario delle prime ondate migratorie che provenivano dall’Africa e dall’Asia, attualmente i flussi più consistenti sono proprio intraeuropei. Su dieci immigrati che arrivano sul suolo italiano, oltre la metà proviene da paesi comunitari.

Tra i gruppi di immigrati presenti sul territorio nazionale in testa vi sono i rumeni che rappresentano con il loro 15,1 per cento la comunità più numerosa.. Risultano soltanto numericamente meno consistenti i marocchini, con il 10,5%, gli albanesi con 10,3%, gli ucraini con 5,3%, Tutti registrano ottime performance sul piano delle intraprese delinquenziali.

La scelta del nostro paese rappresenta per la gran parte degli immigrati una soluzione di ripiego. E’ bene tenerne conto, costoro vengono nel meridione d’Italia perché qui risulta più facile sopravvivere ai margini della legalità:lavorare in nero, avere l’assistenza sanìtaria o l’asilo per i propri figli anche quando non si ha il permesso di soggiorno ma magari soltanto un visto turistico o di studio.

Successivamente al definitivo allargamento a 27 dell’Unione Europea ed alla conseguente ulteriore aperture delle frontiere in Romania, invece, si è registrata una drastica riduzione della criminalità: le rapine sono pressoché scomparse, mentre sono diminuiti del 26 per cento i furti e gli scippi.

Appare evidente che la Romania ha risolto gran parte dei suoi problemi con la criminalità interna agevolandone il massiccio espatrio. I criminali italiani, invece, ad espatriare non ci pensano affatto.

Soprattutto verso altri paesi europei che sono dotati di legislazioni meno permissive della nostra. E’ giunta, pertanto, l’ ora di riconoscere la specificità della questione “immigrazione intraeuropea” per quello che realmente rappresenta: un fenomeno complesso, difficilmente governabile ecapace di generare imponenti effetti collaterali al massiccio insediamento dei gruppi di immigrati nei paesi ospitanti che non, di rado, sfociano nell’orrore di terribili tragedie.

Ed occorre, in tale prospettiva, dire definitivamente basta ad una insopportabile retorica europeista che da troppo tempo viene insulsamente propinata come la panacea di tutti i mali..

Al di là dell’insopportabile bla bla bla di banchieri, capitalisti e tecnocrati che di considerevole hanno solo lo strabiliante reddito o stipendio, bisogna riconoscere che, tranne a costoro, il processo di unificazione, spacciato per definizione come ineluttabile, non ha portato benefici ad alcun cittadino e ad alcuna categoria produttiva, ma ha determinato un progressivo impoverimento delle economie degli stati nazionali, drammi sociali, emarginazione urbana e tragici fatti di sangue.

E questa Europa, i cui trattati e costituzioni rimangono assolutamente estranei ed ignoti alle sue genti, rappresenta quanto di più distante dal sentire effettivo dei popoli cui viene imposta.

Le politiche inclusive dei flussi di immigrazione, ispirate ad un solidarismo fallimentare si scoprono unicamente dirette a favorire dinamiche di concorrenza selvaggia tra i lavoratori da parte di chi persegue politiche economiche fondate sullo sfruttamento dei ceti più deboli e sulla progressiva riduzione dei salari. S

Prima che il fenomeno assuma dimensioni definitivamente ingovernabili, è necessario fare giustizia di ogni approccio che suole definirsi politically correct su tali scottanti questioni. E con coraggio intellettuale bisogna rimettere in discussione anche l’intero processo di costruzione dell’Unione europea per recuperarne una visione critica che ponga obiettivi coincidenti con gli effettivi interessi dei popoli e non unicamente asserviti a logiche mercatiste di lobby di potere e circoli finanziari.

Carmine Ippolito

07/04/2009

Inceneritore, occhio ai rischi

di Gerardo Mazziotti

 

Prima di essere ghigliottinato da Robespierre perché sospettato di presunte attività antirivoluzionarie il grande fisico Antoine Laurent Lavoisier ebbe il tempo di enunciare il principio secondo cui “nulla si crea e nulla si distrugge”. Ed è su questo principio che un gruppo di personalità della scienza, della cultura e della politica (Percy Allum, Vito Amendolara, Yossi Bar, Remo Bodei, Giuseppe Comella, Patrizia Gentilini, Gerardo Marotta, Fulco Pratesi, Raffaele Raimondi, Franca Rame, Tommaso Sodano, Nicola Tranfaglia, Alex Zanotelli e altri) hanno lanciato il 21 febbraio 2007 nella sede romana della stampa estera “l’Allarme sanitario e ambientale nella regione Campania”. Nel lungo documento si legge, tra l’altro, “Gli inceneritori producono rifiuti solidi sotto forma di ceneri, classificabili in base alla loro densità in ceneri pesanti e leggere, altamente pericolose per la salute delle popolazioni (…) L’uso degli inceneritori è un vero e proprio disastro economico e ambientale (…) occorre un nuovo piano dei rifiuti incentrato sulla raccolta differenziata porta-a-porta e, successivamente, sul riutilizzo, il riciclaggio e il recupero del materiale raccolto, prevedendo come fase finale lo smaltimento mediante tecniche a freddo, quale la biossidazione”. È stato dimostrato con studi e indagini epidemiologiche l’enorme aumento di malattie cancerogene, respiratorie e cardiovascolari causate dagli impianti di incenerimento dei rifiuti. E l’aumento di malattie che incidono negativamente sulla crescita dei bambini. Perché, in base al principio di Lavoisier, non si può impedire che almeno 60mila milligrammi di polveri sottili (ma forse anche più) vengano immesse ogni ora nell’aria che respiriamo dai camini degli inceneritori. Compreso questo di Acerra. E non si tratta certo di vitamine. Si è perciò formato in Italia, in Europa e in America un vasto fronte che si contrappone a quello, molto più vasto, dei favorevoli alla realizzazione degli inceneritori, chiamati eufemisticamente “termovalorizzatori” per esaltarne gli aspetti positivi (la capacità di produrre calore ed energia elettrica) e per esorcizzare gli effetti negativi (polveri sottili e nanoparticelle cancerogene emesse nell’aria e produzione di scorie pericolose da interrare in apposite discariche). E, al momento, prevale il fronte dei favorevoli. Tant’é che giovedì scorso il termovalorizzatore di Acerra, iniziato nel 2004, è stato inaugurato dal presidente del Consiglio, alla presenza di ministri, prefetti, questori, parlamentari, governatori e sindaci. E il sottosegretario Guido Bertolaso, con una lunga lettera pubblicata su tutti i quotidiani cittadini, ha voluto assicurare i “cari cittadini di Napoli, di Acerra e di San Felice a Cancello” che “si tratta di un impianto industriale sicuro, efficiente, che produce energia bruciando in modo controllato gli stessi rifiuti che fino a pochi mesi alimentavano roghi all’aperto in tutta la Campania, costruito tenendo conto soprattutto delle garanzie che ci siamo impegnati a darvi per la vostra salute”. A questo punto, non possiamo fare altro che avere fiducia. Però invitiamo il governo a riflettere seriamente sull’allarme sanitario del 21 febbraio 2007. A Milano, che non ha e non pensa di costruire un inceneritore nella cinta urbana, stanno programmando per l’Expo 2015 la riscoperta dei navigli per rendere navigabile buona parte della città. A Napoli, invece, Bassolino e la Iervolino hanno deciso di piazzarne uno a Ponticelli, dimenticando che la Variante per l’Area Orientale prometteva di trasformarla in una “piccola Amsterdam” grazie alla riscoperta del Sebèto e alla creazione di una rete di canali navigabili. Non sarebbe il caso di mantenere questa promessa anziché peggiorare la condizione abitativa di quella zona con l’inserimento di un inceneritore? Poi si arrabbiano quando Tremonti dice che da Capitale Napoli è diventata una Prefettura.

(Dal quotidiano Roma del 02/04/2009 )   

03/04/2009

Liberismo. Dove anche i ricchi piangono

Se l’economia è più importante della politica e se l’economia imposta è solo quella del liberismo, quindi unica, quindi dittatoriale, il vestito politico che si è cucito addosso potrà anche farla sembrare democratica, ma la democrazia parlamentare senza anima e del tutto formale (visto che la politica prende ordini dalla economia) non nasconde più la dittatura. “La democrazia è il peggiore dei sistemi, ad eccezione di tutti gli altri” ripeteva Churchill ed anche se si è imposta fra bagni di sangue inverecondi e terrore (rivoluzione francese), stragi infinite (rivoluzione inglese), stermini di intere popolazioni (rivoluzione americana) e bombe atomiche essa gode grazie all’equivoco etimologico di spacciare per democrazia diretta la liberldemocrazia parlamentare della “moralmente” superiorità istituzionale. Questo sistema di potere attraverso i suoi apparati propagandistici sembra chiedere, in maniera quasi messianica, a tutto il mondo di non opporsi ad esso ma di aderire ad esso in quanto portatore di pace, progresso ed abbondanza di beni da consumare. Si spaccia sempre a somma positiva proponendo un mondo dove tutti non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare. Tutto questa bella propaganda copre un modello di sviluppo dittatoriale che non lascia nulla al caso e se condiziona i popoli con le bugie elencate prima, allo stesso modo agisce sui singoli, in maniera anche più devastante. Si potrebbe pensare, che se per i popoli queste promesse messianiche siano solo delle fandonie invereconde ed in più distruttive, per gli individui, per alcuni individui, il liberismo sia la via del vero ben-essere. In realtà, che quelli che vivono in “concordia” con questa dittatura, siano “felici” della loro vita, e del loro modo di vivere è tutto da dimostrare. Anzi anche per gli individui inseriti in stati liberisti, portatori e “beneficiari” del liberismo, non è cosi, come dimostrano i dati sui suicidi, sulle nevrosi, sull’alcolismo di massa e sull’uso di psicofarmaci che nello stato liberista per eccellenza, gli USA vengono usati dal 56,7 della popolazione.

Questi dati dimostrano che per più di un americano su due il “sogno americano” in realtà è un incubo da cui non riescono a liberarsi, se non ingozzandosi di cibo scadente e droghe di ogni genere. Coloro che più di ogni altro vivono i vantaggi di questo modello di sviluppo (i ricchi, i famosi, i politici, gli industriali, i capitalisti…) sembrano al contrario votati più degli altri ad una forma di autodistruzione che è l’opposto del ben-essere, del ben vivere. Droga, trasgressioni sessuali estreme, rischio sistematico della propria vita con sport estremi ed estremamente costosi, viaggi avventurosi sempre più pericolosi, ricerca della povertà assoluta, sfidare sistematicamente i propri limiti, sono gli ambiti più comuni in cui si riversano le frustrazione di quelli “che hanno tutto”. Ne consegue che questo sistema è starato anche per chi ne raccoglie i vantaggi. I primi ad istituzionalizzarlo ed a sperimentarlo territorialmente furono gli americani, partendo da “zero” in base a teorie totalmente prive di qualsiasi base tradizionale e “sterminando” funzionalmente quei popoli che su quei territori applicavano un diverso ed incompatibile modello di sviluppo.

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Gli americani sino dalla propria proclamazione di indipendenza hanno sancito per costituzione il “diritto della ricerca…della felicità“, stabilendo che la felicità è un diritto e imponendo tale diritto a mezzo mondo essi hanno perso e fatto perdere il valore pedagogico della rinuncia, ed il valore formante del limite, sostituendoli con il “miti” dell’arrivismo e della competitività consumistica. Ne consegue che se, alla felicità come diritto, si associa il liberismo, che non concepisce limiti, come stile di vita, il “diritto alla felicità non ha limiti” e fin qui se tutto fosse solo filosofia le cose possono ancora andare. Ma il materialismo che è parte integrante del liberismo determina la felicità come l’accaparramento di beni materiali, quindi la ricchezza materiale è consu-misticamente felicità. Qui scatta l’inghippo, il diritto alla felicità che non ha limite si trasforma in dovere all’accumulazione infinita, perché per propria natura (e questa i liberisti non l’hanno ancora manipolata tutta con gli OGM) ad ogni diritto corrisponde un dovere, quindi se la felicità mi è dovuta (come diritto) ho di conseguenza il dovere di non accontentarmi di ciò che ho. A questo punto quello che non ho, non ha limiti, come non ha limiti il dovere di soddisfare il mio diritto alla felicità e quantunque io sia tremendamente ricco quello che potrei avere non è che minimamente una parte infinitesimale di tutta la ricchezza esistente o che il liberismo continua illimitatamente a produrre. Qui scatta la frustrazione interiore della ricchezza materiale, che come è matematico che sia colpisce per primo chi, essendo più ricco materialmente, si sente più forte è competitivo e quindi più in diritto ad una felicità impossibile da raggiungere.

Non è mai esistita tanta povertà, se non da quando esistono tanti supermercati, non sono mai esistiti tanti morti per fame nel mondo se non da quando esistono tante marche di merendine. Gli U.S.A. come primo esperimento di stato istituzionalizzato secondo i principi dei banchieri-liberal-massonici, non hanno semplicemente sancito la felicità come un diritto, hanno anche stampato sulla loro arma più potente (la banco-nota-privata da un dollaro) le loro intenzioni, i loro simboli, i loro scopi per un “Nuovo Ordine Mondiale“. Essi non si sono sottratti alle regole che si sono dettati ed anche nello stato che più di ogni altro è “concorde” con il liberismo, che ne diffonde e ne difende i tentacoli, in realtà il liberismo non funziona se non per pochi e quei pochi sono loro. In America il “ben-essere” e “la felicità” è un privilegio di sempre più poche persone, lo stato è il più indebitato del mondo e quindi il più ricattabile e i “poveri” del Tibet sono tre volte più “ricchi” di quelli americani. In uno stato che rappresentando solo il 5% della popolazione mondiale si consumano il 65% delle risorse naturali ed energetiche non dovrebbero esserci “morti per fame o per freddo” mentre in realtà ci sono e sono una percentuale impressionante. Far star male anche chi dovrebbe stare bene, è nella natura del liberismo, soprattutto a casa loro!

22/01/2009

Anche per i banchieri, “’E figlie so' piezze 'e core”

Altro che cavò della propria banca, il luogo più inaccessibile per un banchiere è il suo cuore. Cuore che solo ai figli, egli apre davvero.  Soprattutto perché resta “in famiglia”. 

Cos’è il sistema papà?

È come la schedina figliolo, cerchi di limare, aggiustare ed eliminare le variabili e fai in modo che ogni risultato proveniente dalle combinazioni delle molteplici varianti, sia quello da te desiderato. Perché me lo chiedi?

Il nonno papà… il nonno dice che il mio futuro dipende dal “sistema”. Ma perché dice che  è  da perfezionare ancora?

Perché le variabili derivanti dal fattore “uomo” sono infinite ed indeterminate, noi ci sforziamo di omologarli e renderli uguali, limitandone gli sbagli, ma qualcosa ci sfugge sempre.

Ma cos’è l’uomo papà?

Per la verità , l’uomo è una cosa molto complicata da spiegare. Ma quello che posso descriverti e l’uomo moderno. “L’uomo moderno” in realtà è una nostra invenzione, in pratica continuiamo a far scrivere “uomo”, ma si dovrebbe scrivere “individuo”. Per ricondurre l’uomo ad un numero accettabile di variabili del nostro sistema, non avevamo altra scelta che trasformarlo, da “uomo reale” ad “uomo individuo”, un trucco.

Non a caso l’ “individuo” era una maschera del teatro greco.  Prima di noi, nessuno pensava a se stesso come un individuo, cioè un attore pronto a recitare il ruolo assegnatogli da altri. Nessuno guardava se stesso come elemento unico è svincolato dagli altri (moglie o popolo), dal sacro e dall’ambiente circostante (dal frutto alle stelle).

Egli sapeva di essere Universale, proprio perché i vincoli che lo univano agli altri ed alla natura erano talmente tanto estendibili, da comprendere tutto l’universo.

Quindi liberandolo dai vincoli, lo abbiamo tagliato fuori dall’universale e lo abbiamo ridotto all’uno. L’individuo, a differenza dell’uomo, si crede autosufficiente. Si crede libero da ogni vincolo, da ogni principio, da ogni legame che non sia egli stesso. Addirittura è convinto che la Felicità gli sia dovuta a prescindere dagli altri. Essendo la cosa di per se innaturale, in lui si generano scompensi che sfoga come rabbia verso le istituzioni e verso gli altri che… non lo comprendono.

Trova in se stesso tutto l’universo e ne consegue che l’unica cosa che conosce, e che usa come unità di misura per tutto, è se stesso, senza accettare le differenze.

Ed ecco quello che serviva a noi, l’uomo senza differenze, cioè l’individuo, colui che nella sua equazione personale accetta solo variabili previste da noi e che quindi diviene una variabile prevedibile.

In natura l’uomo e totalmente diverso. Egli ha una personalità unica ed irripetibile vincolata ad infinite variabili, quindi a variabili infinite avremmo risultati infiniti, non prevedibili ne tanto meno utilizzabili nel nostro sistema.

Passami, quel foglio di carta, vedi…: La nostra volontà è il progresso, che serve all’uomo per la felicità di tutti.                                                        

(progresso)+(uomo)=bene universale

Per farla breve l’uomo a sua volta è frutto di infinite equazioni: 

(progresso)+(infinito)=infinito

Ma se al posto di infinite equazioni mettiamo l’individuo cosa abbiamo?

  (progresso)+(1+1+1+1+1+1….)=…

 Un equazione molto più semplice.

Ma cosa significa indeterminabile papà?

Che non puoi sapere cosa farà. In pratica, nonostante le ideologie, le religioni, la televisione, la storia e la cultura, che noi prepariamo e che diffondiamo per loro, essi si ostinano a non credere che questo sia l’unico ed inevitabile futuro, ma pensano, continuano a pensare a modo loro.

Ma non potremmo eliminare questo fattore indeterminabile?

Beh è difficile creare un sistema di dominio…scusa di “progresso”, per l’uomo, eliminando il fattore “uomo”, ma è una bella idea caro figliolo, una bella idea, qualcuno ci sta lavorando e ci stiamo spendendo un sacco di soldi. Per ora abbiamo ridotto la variabile popolo.

Ma tutti sono d’accordo con noi papà?

No, qualcuno ancora resiste, ma noi abbiamo scoperto un trucco, una favoletta semplice semplice, che soprattutto è contro la violenza.

Prima abbiamo costruito a tavolino il più cattivo dei cattivi, dei cattivissimi. Che un poco cattivo lo era già di suo, ma non più e non meno di altri.

Lo abbiamo aiutato, finanziato e poi punito e processato, in modo che la sua cattiveria fosse riconosciuta da tutti, non come una nostra opinione, ma come verità assoluta ed indiscutibile.

Fatto questo, è facile per la gente comprendere che se noi siamo quelli che hanno processato il cattivo… siamo i buoni, quindi chi si oppone a noi è contro i buoni. Quindi a sua volta cattivo, proprio come quello che abbiamo sconfitto e processato. In questo modo chi stupidamente si oppone al progresso ed alla modernità, viene isolato e non c’è neppure bisogno di fargli del male.

Ma funziona con tutti?

Beh, ogni tanto emergono dei tipi strani che si chiedono cose strane del tipo “perché Heidegger, un nazista è alla base della scuola di Francoforte” o “…ma se il liberismo rende il mondo sempre più piccolo, lo scemo del villaggio dobbiamo farlo a turni?” Niente di preoccupante comunque.

Ma come riusciamo a preoccuparci di tutti papà?

Con una variante al sistema, quella di cui ti parlava il nonno. Basta che appaia che le nostre opinioni, non siano nostre, ma dello “spirito santo”, cioè di un’entità astratta che creiamo noi chiamata “opinione pubblica”. Essa si crea attraverso gli organi di informazione saldamente nelle nostre mani, ovviamente, ma una volta creata, vive di vita propria e diviene una nostra alleata.

In pratica, noi creiamo il “grande fratello” esso modella gli usi i costumi, crea una nuova società. Questa nuova entità accuserà gli “anti-grande fratello”, di essere dei reazionari e di negare il libero sviluppo della società.

E non abbiamo bisogno di nessuno aiuto?

Si ogni tanto qualche accorgimento ci vuole. Per esempio alcune cose vanno corrette strada facendo. Ti racconto ad esempio come abbiamo reagito alla “Reazione”. I Reazionari erano disgustati dalla natura umana quanto noi e come noi erano convinti che l’uomo dovesse progredire. Alleati perfetti della modernità.

Ma essi volevano conservare pure la superstizione del Sacro, cosi divennero molto pericolosi. Il sacro è molteplicità e noi sappiamo che dobbiamo ridurre tutto all’uno giusto? Quindi eliminando il sacro dal mondo, essi reagirono dicendo che “non c’è futuro senza il sacro”, ovviamente la gente non conoscendo più il sacro, capì solo “non c’e futuro” e li accusarono di essere quelli che volevano conservare lo status quo, rinunciando al progresso.

Avendo creato “una nuova opinione pubblica” sulla reazione, alla reazione si avvicinarono e si avvicineranno solo conservatori, che per natura non volendo cambiare, sono nostri alleati, e il gioco è fatto.

Papà, ma se il sistema serve agli uomini, con tutti i soldi che abbiamo perché non aiutiamo la gente a vivere meglio o almeno aiutiamo i bambini che muoiono di fame? 

Caro figliolo, il benessere materiale per tutti, è materialmente impossibile, e come quelle favolette che mamma ti faceva raccontare dalla baby sitter, ricordi?. Servono per farti dormire. Ti sei mai chiesto quanti ne siamo sulla terra? Siamo tanti, si dice sei miliardi e mezzo, giusto? Sai quanti ne può sopportare di uomini la terra? Non lo sai? Pochi di più figliolo, pochi di più. Se aiutassimo quei pochi che muoiono, a vivere, e quelli che vivono a vivere meglio, in realtà li staremmo uccidendo tutti più velocemente. Non li aiutiamo, per aiutare tutti gli altri. Noi abbiamo delle responsabilità!

Ma allora Papà, perché per gli altri, finanziamo le ricerche genetiche e la ricerca sui trapianti, con tutti quei soldi?

Non solo per aiutare il progresso figliolo. Ti sembra giusto che ci sia un solo modo per vivere a lungo figlio mio? Ti sembra giusto che ci sia un solo modo, sempre lo stesso modo, cioè invecchiare? Il progresso e la tecnica che abbiamo aiutato a creare, a che cosa servono? Noi usiamo gli uomini, per aiutare gli altri uomini. Anche se in parte o con parte di essi, li aiutiamo ad amare il dono supremo, se stessi. Questo ci tornerà utile un giorno.

Giusto padre, ma quando glielo diciamo?

Non sono ancora pronti per capire, figliolo. Credi che il Dio onnipotente, ci abbia fatti “banchieri” per caso? Noi abbiamo un compito. Guidarli, illuminarli al bene. Credi che le pecore ingrasserebbero felici, se sapessero a che cosa sono destinate? Perchè farle vivere infelici?

Però mi sembrerebbe più corretto dirglielo?

E chi ti dice che alcuni non ci provino? Figurati che le religioni glielo dicono da secoli: “voi siete il mio gregge”, ripetono, ma mica loro capiscono.

Non lo capiscono nemmeno quei signori che ogni tanto ti vengono a trovare padre?

Ti riferisci ai politici? Si alcuni di loro capiscono, ma il mondo è cambiato grazie a noi figliolo. Sappi che tutti gli uomini, sono animali politici, tutti, tranne quelli che oggi facciamo chiamare politici. E’ da quando il mondo era giovane figliolo, che gli uomini hanno capito che stare insieme e meglio che stare soli. In base a questa cosa ovvia hanno deciso  arbitrariamente che i politici dovevano sceglierli loro e che quindi avevano bisogno della politica. Può mai essere che le scelte che fecero dei trogloditi nell’era della pietra, possono valere pure oggi?

Tieni presente però, che è talmente tanto radicata questa superstizione che non possiamo ancora eliminarla. Si ribellerebbero, ci sarebbero scontri, rivolte, insorgenze e noi non vogliamo che gli uomini si facciano del male giusto?. Possiamo mai, per il loro bene, permettere tutto questo? E quindi abbiamo fatto in modo che sembri che li scelgano ancora loro. Senza sapere che loro scelgono fra quelli che abbiamo prima scelto noi, in modo non si facciano male da soli, qualsiasi scelta libera che facciano.

Che bello padre, ma allora non è come mi dicono a scuola, che siamo egoisti e che facciamo tutto per il solo potere e denaro?

Ah tua mamma è quest’idea malsana della scuola pubblica, per conoscere il mondo, dice lei. Ma se il mondo lo disegneremo noi, a che serve per i bambini conoscerlo ora?

Ah è questo che dicono a scuola? E tu rispondigli che se non fosse per noi, col cavolo giocavano alla play station. C’è l’invidia Piergiorgio, solo invidia. I bambini sono stati la nostra croce per troppo tempo.

 

Quel loro semplice modo di pensare, molte volte ci ha messo in difficoltà, ricordo ancora i due penny di quel dannato bambino di Mery Poppins.

Ma pensaci, se tutto è volontà di Dio e Dio ha creato i soldi, non sarebbe peccato, rinunciare a un dono di Dio? E poi siamo noi che finanziamo la ricerca medica, la religione, la ricerca scientifica e tutte le cose che servono all’uomo di oggi. Se questo ci rende potenti, non è colpa nostra. Sono i bisogni degli altri a rendere potenti noi!

Ma il maestro dice che siamo noi che creiamo i bisogni?

Ma e mai possibile che l’uomo deve vivere solo per bere e mangiare? Ti sembra giusto che l’unica cosa che l’uomo dovrebbe avere come valore sia il proprio tempo? O il frutto del proprio lavoro? Progresso figliolo, progresso. Mi sembra che il tuo maestro conosca troppo poco del mondo, per insegnare ai bambini. Sai che facciamo a papà? Domani lo facciamo trasferire, così potrà fare nuove esperienze, e conoscere di più il mondo.

Come sei buono papà! Figurati che ha detto anche che stiamo facendo crollare il mondo.

Non preoccuparti piccolo, se a farlo cadere saremo noi, sapremo anche quando cadrà e scenderemo prima, per ricominciare. Io poi a questi che si lamentano sempre, non so che farei…Ma che si aspettano che dopo tanto sudare, gli dicessimo scusate, ecco la guida del mondo e nelle vostre mani, fate voi perché noi ogni tanto commettiamo qualche errore nella contabilità dei registri? Noi abbiamo resistito, ci siamo rinforzati, abbiamo sfruttato le occasioni e ora siamo la dirigenza, figliolo. Senza di noi, il tuo maestro non saprebbe neppure cosa e dove insegnare. Sono odiosi. Figurati che alcuni rivoluzionari vengono da noi e ci chiedono: Scusate ci date una mano a dimenticarvi? In pratica come fanno gli innamorati traditi.

Un’altra cosa papà, perché  dicono tutti che siamo ebrei?

Perché sono ignoranti a papà, ma tu faglielo credere, in mode che se succede qualche equivoco, se la prendono soprattutto con le persone sbagliate! Certo ci sono i tuoi cugini che lo sono, ma non siamo tutti ebrei ad esempio noi siamo Luterani, i tuoi zii della Germania sono Calvinisti e lo zio Bastogi e cattolico. Ho sentito dire più volte a Sindona e Calvi che il nonno fece i soldi soprattutto a scapito della chiesa del Sud Italia.

Se pensano che siamo tutti ebrei e perché  i tuoi zii furono fra i primi a lavorare a livello non più artigianale, ma potremmo dire industriale. In pratica, mentre noi aiutavamo ancora il singolo o al massimo la comunità cittadina, loro aiutavano, i popoli, le nazioni, gli stati. Furono solamente più buoni. Soprattutto loro debbono questo mestiere ai cattolici, anzi a Sant’Agostino. Come avrebbero fatto a proteggersi, se i cattolici non gli avessero costruito i ghetti? Come avrebbero fatto, a farsi restituire i debiti, se non con l’aiuto della chiesa cattolica? E dove avrebbero preso i capitali per iniziare, se non da quelli che li avevano e non potevano usarli per motivi religiosi?

Vero papà, questo lo dice pure la mamma!

La amo sempre di più, la amo per quella che è, ricca….., di gioie ed intelligenza.

Come vi siete conosciuti tu e la mamma?

Eravamo all’università, entrambi selezionatori, lei della squadra di basket io di quella di disegno. Lei aveva escluso un ragazzo di 2,01cm, perché balbuziente, io un artista eccezionale perché era troppo basso. Quando i genitori vennero a lamentarsi, per caso eravamo alla stessa scrivania. Io convinsi il ragazzo e la famiglia a fare sport e magari a prendere lezioni private da mio cugino. Lei convinse gli altri che il ragazzo avrebbe avuto una carriera di oratore, se solo fosse andato a prendere lezioni di dizione da suo zio. Fu un amore a prima vista, quando scoprimmo che eravamo divenuti entrambi selezionatori per le raccomandazioni dei maggiori finanziatori della scuola, cioè dei tuoi nonni, decidemmo di fondare una banca commerciale, e anche di  sposarci.

Vi innamoraste?

Noi guadagnammo, tanto, ma tanto amore. Quando sarai grande capirai che da quando abbiamo convinto il mondo che ci si sposa solo per amore, i matrimoni non durano un granché. Ricorda banchieri lo si può diventare, se lo decidiamo noi,  ma soprattutto lo si nasce, ed io mi innamorai subito di tua madre

Perciò  finanziamo i film sull’amore?

Noi finanziamo tutta la cinematografia. Ma senza l’amore Piergiorgio, non ci sarebbero divorzi, quindi non ci sarebbero le doppie case, i doppi fitti, i doppi regali per i figli dei divorziati, il risparmio sulle tasse, le angosce, gli psicologi, gli avvocati. È l’amore che sostiene l’economia Piergiorgio e noi l’abbiamo raddoppiato, come un semplice fattore economico. E come diceva Nietzesche . “Cio che viene fatto per amore, accade sempre al di là del bene e del male” e noi amiamo l’economia e anche l’amore. Non per niente lo finanziamo.

Ma tu è la mamma andate sempre d’accordo?

Diciamo che nella maggior parte dei casi, vediamo le cose allo stesso modo. Proprio ieri, dopo aver sentito la cameriera sbraitare tutta la giornata e dopo aver ascoltato mezze frasi del tipo “…mi sento sola e smarrita senza di lui”, o “..non mi incontrerò con gli amici, senza di lui”, pensavamo ad una ulteriore crisi amorosa. Quando ci rendemmo conto che stava parlando dello smarrimento del suo telefonino, io e tua madre concordammo subito su due cose. Uno che basta pochissimo a rendere l’individuo schiavo delle sue cose. E Due che è stato un grande affare investire in comunicazioni.

Papà è vero che finanziamo molto anche l’industria inquinante?

Vero figliolo, ma nessuno ricorda che abbiamo finanziato noi il forum per la salvaguardia dell’ambiente. Tieni presente, che beni di primaria importanza, come l’aria e l’acqua, ad esempio, sino a pochi anni fa erano alla mercè di tutti. L’uomo non capiva neppure il valore delle cose semplici. Per rendere cosciente e consapevole l’umanità, di questo bene prezioso, qualche cosa dovevamo pur fare. Ed oggi finalmente qualcosa incomincia a cambiare. Oggi garantiamo la qualità dell’acqua, il giusto dosaggio, la giusta salinazione ma soprattutto la giusta distribuzione di un bene cosi prezioso. Certo qualcosina dovranno pagarla, ma è il giusto prezzo della libertà e della garanzia che l’acqua sia in buone mani. Figliolo, tutto si paga, non vedo perché non dovrebbe pagarsi una cosa,  di valore talmente alto, che senza di essa addirittura si muore.

Ma costa più un litro d’acqua, che un litro di petrolio papà!

E non ti sembra giusto? Il petrolio cos’è? È l’acqua delle industrie. Le industrie senza “acqua”, morirebbero. Se chiudono le industrie al massimo che può succedere? Torni alla campagna e vivi lo stesso. Senza acqua, invece muori Piergiorgio. Quindi non ti sembra normale che l’acqua abbia più valore del petrolio?

Giusto papà, giusto!  Ma valore è costo sono la stessa cosa?

Questa è una variabile su cui il nonno ha lavorato tanto per il suo sistema. Sappi Piergiorgio che è così! Tutti debbono essere convinti che sia così! Se esistesse qualcosa di valore, che non avesse un costo, come faremmo noi a commercializzarlo ed a mettere quel valore a disposizione di tutti, soprattutto di quelli che potendo permetterselo, ne apprezzerebbero l’importanza?

Giusto papà, giusto!  Ma allora perché non creiamo strutture che pubblicizzano le nostre opere filantropiche, papà?

Il mondo è pieno di Fondazioni benefiche che abbiamo fondato noi, e che portano il nostro nome o il nome dei nostri amici. Che ti insegnano a scuola, tutte cavolate? Noi facciamo, ma soprattutto facciamo fare, un sacco di beneficenza.

Papà, ma il cugino ………. dice che con le Fondazioni e le donazioni, noi risparmiamo sulle tasse, nei vari Stati, almeno il quadruplo di quello che spendiamo in beneficenza!

Ancora per poco a Piergiorgio, presto gli Stati saranno totalmente nostri, ed è chiaro che non c’è risparmio, su quello che dobbiamo a noi stessi! E poi non stare a sentire a tuo cugino. Sono anni che vuole portarmi a Napoli. Mi dice zio vieni, vieni a vedere come ci siamo vendicati.

Perché papà?

Lui odia Napoli, per colpa dell’unico suo avo fallito. Napoli 1 – Rothschild 0 avremmo detto oggi. Carl, lo chiamavano, ma il suo vero nome era Calmann Rothschild Meyer. I napoletani furono abili a non farsi “aiutare”. Si aiutarono fra loro e lo fecero fallire. Furono gli unici a non farsi fregare, ma anzi a fregarlo. Capirai, quella loro mania di nobiltà, avere sullo stemma a sfondo rosso cinque frecce di cui una spezzata dai napoletani, fa brutto. Ah Napoli…

Ma hai mai visto Napoli papà?

Non l’ho mai vista, ma non so perchè mi intriga, mi ricorda una mia vecchia fidanzata. Lei era Irlandese, il suo primo stipendio lo spese per l’80% investendolo in gioia di vivere, il 10% lo diede alla madre e poi venne da me, mi diede il resto e mi disse “metti questi soldi nella banca di tuo padre, ogni tanto anche a me piace sprecare un poco di denaro”. Ti rendi conto, “sprecare il denaro” investendolo. Per lei il denaro, era solo un mezzo, per la felicità, non la felicità. Questo presupponeva che aveva altri modi con cui essere felice. Lo dissi subito al nonno e lui disse “…proprio come un buon napoletano!”. Da allora ho capito, perché tuo cugino oggi è tanto soddisfatto e ride come una “Lynch”, direbbe tua madre.

Quindi abbiamo creato un mondo migliore e più libero?

Vedi figliolo, la libertà, così come la conosciamo oggi è una nostra invenzione. Quelli che parlano della libera ricerca scientifica? Sono tutti sul nostro libro paga. Tutti i giornalisti liberi? Scrivono su giornali che esistono solo se ci sono degli “strappi” alle leggi del mercato. “Strappi”, cioè finanziamenti pubblici, che gli diamo solo se parteggiano davvero per la nostra libertà. Tutti coloro che dicono, che pensano liberamente? In realtà ripetono a pappagallo idee e pensieri di altri uomini “liberi”. Per quanto ci riguarda, il sistema funziona bene, un mondo migliore esiste già, e non c’è bisogno di essere particolarmente acculturati per capirlo.

Papà un’ultima cosa, ma se questo è il mondo migliore….perché non aboliamo il signoraggio e ritiriamo i nostri capitali dal traffico di armi e droga?

Caro figliolo, non credi che facciamo già un sacco di cose per aiutare l’umanità? Almeno tre cose per aiutare  noi stessi le possiamo fare? non ti sembra giusto?

Giusto padre, giusto. Qualcosa per noi lo dobbiamo pur fare, nessuno può negarci almeno tre cose per noi, visto che facciamo tutto il resto per loro. Buonanotte padre!

Buonanotte figliolo!

21/01/2009

NAPOLI MIA

NAPOLI mia ,

principessa del mare

distesa e innamorata

del tuo stesso guardare

che l’ombra del vesuvio

 ti fa assopire

fosti creata

di bellezza

che fa annichilire .

Fosti sovrana

tra tanti inganni

fosti felice

seppur con i tuoi affanni .

fresca, risoluta,

città immacolata

che di bellezza e sogni

fosti sempre invidiata .

Terra di luci, palpiti

E canzoni

Terra di briganti

Che non furon mascalzoni !

Ora il tuo sangue scorre a fiotti

Per appagar la fame dei corrotti!

Scorre di sangue

lunga questa scia ,

e infanga e inonda

ogni strada , ogni via ,

ma il tuo dolore,

dolore disperato,

urla ed arranca,

 offeso, assetato,

 non di vendetta

o di un gesto di viltà,

il tempo avanza

e la tua sorte

cambierà.

Uomini e donne

son tanti,milioni,

e riscattarsi voglion

da offese e umiliazioni

cantano tutti ,

cantano in coro.

Ballano e danzano

con tono beffardo

contro oppressioni

fan baluardo !

terra di briganti

poeti ,cantanti,

e di spagnoli

che furono grandi ,

terra di sole,

pazienza e rassegnazione

che alza la testa

e si ribella al padrone

Vittoria Mariani

Napoli 20/01/2009

 

01/01/2009

Per il 2009, soprattutto,….. dignità!

 Secondo la classifica annuale del Sole 24 ore, a Napoli è stato assegnato il 97° posto per qualità della vita tra le maggiori città italiane.

Indubbiamente si tratta di una “buona notizia”: vista la catastrofe politica, civile, economica e, soprattutto, considerato il disastro morale in cui versa il capoluogo campano se, per il 2008, alla città partenopea, in questa speciale classifica, fosse stata assegnata una posizione dal 98° posto in giù nessuno avrebbe avuto nulla da recriminare! Beh quando si dice la fortuna!

Nel frattempo si apprende che, ad avviso del Sindaco Rosa Russo Iervolino, - quella che sostiene di non conoscere l’uso del Vinavil, che appare più adatta infatti all’uso di strumenti di termosaldatura e che, certamente, invece non conosce l’esistenza delle sostanze solventi - il drammatico gesto del suo ex assessore Giorgio Nugnes avrebbe rappresentato un “sussulto di dignità”.

E’ un apprezzamento agghiacciante ma cui bisogna riconoscere il pregio di essere una delle poche considerazioni capaci di effettivamente ispirare, per il 2009, anche una elevata dose di ottimismo. Non può escludersi, infatti, che l’affermazione del Sindaco sia stata soltanto una “voce dal sen fuggita”. Tale ipotesi riapre un barlume di speranza per il futuro della città: vuoi vedere che dopo quel “sussulto di dignità personale”, si potrebbe anche assistere ad iniziative espressione di un provvidenziale e salvifico“ rapido ed irrefrenabile fremito collettivo” da parte di esponenti della “casta” campana!

I napoletani non osano sperare tanto ma, nel frattempo con disperata e paziente “dignità”, per tutto quello di inimmaginabile tocca loro continuare a subire sentitamente ringraziano e, meticolosamente, preparano un conto che è facile prevedere, ben presto, si rivelerà molto più che salato.

 

Carmine Ippolito

26/12/2008

Chi è senza debiti... scagli il primo assegno

Centrale rischi bancari. Per un errore, una manchevolezza, un attimo di cedimento - mio, di un mio amico o della mia famiglia, non importa - mi ritrovo iscritto alla Centrale rischi delle banche. Sono un cattivo pagatore, uno di cui non ci si può fidare. Non ti danno prestiti, non ti danno mutui, ti rifiutano anche il libretto degli assegni se assegni_fondo-magazinevogliono. Altro che "scemo", sei morto economicamente. Mentre pensavo a come uscirmene riflettevo: "ma come, io ho pagato in ritardo pochi euro e sono uno di cui non ci si può fidare, mentre chi ruba miliardi lo fanno onorevole?". Questo, mi direte, lo dovevi già sapere. Certo! Ma quello che non mi quadra proprio è sapere "chi" mi iscrive nella lista dei "cattivi": le banche. Ma com'è? Io "muoio" economicamente, per colpa di chi senza il mio aiuto sarebbe morto da tempo? Chi è pieno di debiti al punto da far fallire il "sistema" punta il dito su di me? Chi non ha i soldi nemmeno per acquistare quella carta igienica che loro chiamano moneta ed elemosina miliardi veri frutto della ricchezza prodotta dal lavoro, a scapito di poveri e lavoratori, si permette di additarmi come "cattivo"?

Come non pensare alla ingloriosa fine del Banco di Napoli. Ve lo ricordate? Era il 1995. "Gestione alla napoletana", dissero. I meridionali sono i soliti "allegri", impastati con camorra e malaffare e i soldi del Banco di Napoli se li sono spesi tutti in tarantelle, pizze e mandolino. Ricordate? Io, si, ricordo. Ricordo anche che riempiendo di elogi i bravi banchieri del Nord e , soprattutto, del San Paolo di Torino, a cui vendettero il banco di Napoli, nessuno disse che gli "allegri" dirigenti napoletani avevano debiti per 9mila miliardi. Mentre i seri e composti banchieri del Nord avevano debiti per 11mila miliardi. Come?, direte voi: il maggior pezzente compra il peggior pezzente? Certo. E tutti e due insieme, oggi, per 1.200 euro se la pigliano con me. Vorrei chiedere aiuto ma.

.Prima, essi attaccarono uno stato libero e ricco, ma io per anni non volli ricordarlo, perché non m'interessava il passato.

Dopo, essi attaccarono il nostro popolo depredandolo di ogni ricchezza, ma io non volevo saperlo, perché la storia "non cambia le cose".

Poi, ci fecero 13 anni di guerra, ma è meglio dimenticarla, perché sono ancora vivo e non volevo essere chiamato "brigante".

Poi, istituirono il signoraggio dei privati, ma se nessuno parla, perché dovevo espormi io?

Poi, essi attaccarono il nostro Banco di Napoli, ma io non lo difesi perché non ero un banchiere.

Poi, essi attaccarono la Cirio, l'Alfa-Romeo, la SME.., ed io non li difesi, perché non ero un industriale.

Poi, attaccarono L'Enel, le poste, le autostrade, le società del gas, dell'acqua e tutto ciò che era pubblico, ma non li difesi, perché non ero uno statale.

Poi, attaccarono i sindacati, ed io non li difesi perché non sono mai stato un attivista sindacale.

debiti_fondo magazinePoi, attaccarono gli insegnanti, gli artigiani, i professionisti, ed io non li difesi perché non ero uno di loro.

Poi, m'inquinarono l'aria, l'acqua, la terra, ma io non insorsi, perché bevevo Ferrarelle, andavo i fine settimana in montagna e non facevo il contadino.

Poi, mi schiavizzarono di tasse. Mi imposero l'Ici, Irpef, le trattenute, e altro, tanto altro, tanto altro1.

Poi, attaccarono i partiti svuotandoli di ogni forma decisionale e rendendo la politica serva degli interessi loro. Ma io non feci politica, perché la "politica è sporca" e poi c'era la partita.

Poi, attaccarono le pensioni ed i pensionati, ma non li difesi perché ero ancora giovane.

Poi, attaccarono gli studenti, ed io non li difesi, perché non ero poi tanto giovane.

Poi, attaccarono la sanità pubblica. Ma, scongiuri facendo, io non la difesi perché sono ancora in salute.

Poi attaccarono il mio vicino di casa, gli sequestrarono l'auto, la casa, gli fecero perdere il lavoro. Mi dispiacque, ma non lo difesi perché avevo altre cose da fare.

Ma, oggi, che attaccano me? Solo oggi che attaccano me mi accorgo che, anche per colpa mia, NON è RIMASTO PIU' NESSUNO CHE POSSA AIUTARMI.  Che "scemo" che son stato!

Nando Dicè
Lo Scemo del Villaggio Globale

Nota

1 Mi imposero di pagare le tasse per i permessi comunali, i permessi provinciali e quelli regionali. Mi fecero pagare i parcheggi, dimenticando che la realizzazione delle strade e la loro manutenzione l'abbiamo pagata noi. Mi facevano pagare i medicinali, come se gran parte delle ricerche non venissero da strutture pubbliche e quindi gia pagate da noi, e facendoci dimenticare che con tutte le truffe che i partiti hanno fatto ai danni della sanità pubblica ora le medicine dovrebbero essere gratis per tutti. Mi fecero pagare l'Istruzione pubblica, come se le scuole non le avessimo pagate con i soldi nostri. E poi i Pedaggi autostradali (a Napoli anche la tangenziale) Come se la realizzazione di quelle opere non le avesse fatto lo Stato, quindi noi. E non era finita: Tasse sullo smaltimento rifiuti, l' addizionali comunale, l'addizionali provinciale, l'addizionali regionale, l'addizionale sull'acqua, l'addizionale sul gas, l'addizionale sull'energia elettrica, l'imposta sulla pubblicità (che tutte le imprese scaricano sui costi di produzione e quindi sui consumatori) la Tosap, le Tasse sulle assicurazioni, le imposte indirette sugli atti amministrativi, i Bolli di registro, la Tassa sulla informazione, (canone Rai , ma anche i prelievi per finanziare i giornali di partito), gli Interessi (dello stato, delle agenzie di recupero, delle agenzie di riscossione, delle banche, dei mutui), le tasse sui depositi, (sia sui depositi bancari che postali), le concessioni governative, il Costo del pagamento (costo dei bollettini postali o dei bonifici che servono per pagare), le tasse sulle tasse (vedi la tua bolletta dell'energia elettrica o sui carburanti). E anche quando mi hanno rubato l'auto, ho dovuto pagare la cancellazione al PRA. Ma io non dissi nulla, perché da schiavo , non conoscevo altra vita che questa.